BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

La flessibilità si ottiene col lavoro somministrato

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

Costi. La somministrazione, infine, è l’unico contratto flessibile il cui costo non viene aggravato, laddove invece il tempo determinato risulta più costoso.

Dunque - come emerge da quanto detto - la Riforma, seppur senza eccessivi squilli di tromba al riguardo, ha di fatto stabilito che lo strumento più adeguato per la gestione della flessibilità in entrata è la somministrazione. Certo che sarebbe auspicabile rendere più evidente - con piccole ulteriori modifiche – questo orientamento, agevolando un cambiamento di imprese e persone, oltre alla diffusione dello strumento. In questo senso l’incomputabilità, nei 36 mesi previsti per la stabilizzazione in capo al datore di lavoro, di tutti i lavoratori assunti a tempo indeterminato da parte della Agenzie per il Lavoro e l’abolizione tout court della causale per tutti i contratti in regime di somministrazione rappresenterebbero altrettanti provvedimenti a costo zero, utili a dare messaggi chiari e forti a tutti gli attori in gioco.
In un momento di incertezza come l’attuale diventa infatti fondamentale che i messaggi veicolati siano semplici e decisi, per favorire il cambiamento ove necessario.
Il sistema ha bisogno di flessibilità e di sicurezza: per questo tali orientamenti nella direzione di una incentivazione sia normativa che economica, in grado di contribuire ad educare tutte le parti in gioco a favore di una flessibilità sana, risultano necessari tanto per le imprese che per ciascun lavoratore.

© Riproduzione Riservata.