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SPESA PUBBLICA/ Quel “miracolo” dei tagli fatti sui dipendenti dello Stato

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Qui bisogna distinguere tra due livelli. In termini assoluti, la ragione principale è il numero di persone: in Germania ci sono 80 milioni di abitanti, mentre l’Italia non arriva a 60 milioni. In termini relativi, cioè mettendo in rapporto la spesa per funzione delle amministrazioni pubbliche e Pil, ciò si motiva con il fatto che una parte consistente della spesa dell’Italia è data dai costi della politica e dal debito pubblico. Al netto di queste due voci è quindi comprensibile che la spesa italiana per la Pubblica amministrazione sia inferiore rispetto a quella tedesca.

Come valuta le conseguenze del taglio della spesa pubblica in Italia?

Il problema è che i tagli sono avvenuti tendenzialmente in modo lineare. All’interno dei singoli settori non si sono cioè compiute distinzioni tra pubbliche amministrazioni e uffici che conducevano le loro attività in modo più o meno efficiente.

Può fare un esempio?

Rispetto all’università, introdurre delle restrizioni alla possibilità di assumere personale docente è a maggior ragione negativo per le università che sono state fino a quel momento efficienti, e che si vedono trattate alla stessa stregua di quelle inefficienti. Dal punto di vista economico la Pubblica amministrazione ottiene senza dubbio un risparmio, mentre dal punto di vista della qualità della spesa pubblica si tratta di scelte discutibili, perché colpiscono tutti senza distinzioni.

In che modo è possibile operare una distinzione oggettiva tra settori efficienti e inefficienti?

Basta guardare ai bilanci. Esiste una legge secondo cui il costo del personale non può superare il 90% della spesa complessiva delle università. Ci sono atenei che spendono però anche il 102-103%, ovviamente andando a prestito. Si sarebbe quindi potuto attuare una politica differenziata seria, punendo le università che non rispettano determinati requisiti di spesa per il personale e incentivando quelle che hanno sempre rispettato le regole. In questo modo si sarebbe comunque arrivati a un risparmio di spesa, perché determinate università non avrebbero potuto assumere, a differenza di quelle virtuose che avrebbero continuato a farlo.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
17/01/2013 - MIRACOLO? (delfini paolo)

Le riforme strutturali (tagli) hanno colpito essenzialmente sanita', previdenza e scuola, ma non sono stati presi provvedimenti audaci molto piu' importanti ed efficaci , ma da monti e berlusconi non ci aspettavamo altro.