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ELEZIONI/ I "buchi nell’acqua" dell’agenda delle donne

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Ad esempio, questa prospettiva consentirebbe di portare in primo piano misure come quelle in favore della flessibilità dei tempi e dei luoghi del lavoro dipendente, che non riguardano certo solo le lavoratrici donne; o come la revisione in senso più elastico delle norme sui congedi parentali (come la fruibilità oraria dei congedi, introdotta di recente, che più di tanti obblighi facilmente aggirabili potrebbe avvicinare i padri all’accudimento dei figli e permettere loro di avvicendarsi alle madri in questo compito).

Concepire un’agenda per il Paese come frutto della cooperazione di donne e uomini, invece che dell’iniziativa delle sole donne, e all’insegna della famiglia, invece che dei soli individui: questo sì che rappresenterebbe un vero passo in avanti, non solo in vista dei risultati specifici da conseguire, ma nell’ottica della maturazione generale del dibattito politico.

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