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Lavoro

FIAT/ Santini (Pd): da Melfi un annuncio che può cambiare il lavoro

Fiat ha chiesto la cassa integrazione per effettuare investimenti nell’impianto di Melfi: una scelta che sta facendo molto discutere. Abbiamo fatto il punto con GIORGIO SANTINI

Sergio Marchionne (Infophoto)Sergio Marchionne (Infophoto)

Dopo le dichiarazioni di Marchionne dal Quattroruote Day di Milano, in cui ha attaccato la politica (“Politici osceni su Melfi, siamo pronti a confermare i nostri impegni per l’Italia; nel giro di tre o quattro anni tutti gli impianti italiani saranno a pieno regime e riassorbiranno tutti i lavoratori”), Pierluigi Bersani ha replicato in diretta a Radio24 all’ad di Fiat: “Marchionne provi a contestare le mie parole, quando ho detto che la cassa integrazione si giustifica solo se serve per allestire nuove linee di produzione e dunque nuovi posti di lavoro. E ho aggiunto che il Governo dovrebbe chiedere spiegazioni alla Fiat. Questa non mi sembra un’oscenità. Cerchiamo di rispettarci a vicenda: Marchionne rispetti i politici”. Ricordiamo che Stefano Fassina, responsabile economico del Pd, aveva chiesto al Governo di convocare l’azienda prima di firmare il decreto per la cassa integrazione a rotazione a Melfi. Ilsussidiario.net ha raggiunto Giorgio Santini, grande conoscitore del caso Fiat, una vita nella Cisl e oggi prossimo candidato alle elezioni per il Pd, per cercare di fare un po’ di chiarezza su questo punto.

Perché tanto clamore su questa vicenda?

Chi conosce bene il mondo dell’auto sa che quando si fanno degli investimenti, inevitabilmente, bisogna cambiare gli impianti. Per cambiare gli impianti ci vuole un momento di sospensione del lavoro. Ammetto che la cassa integrazione è sempre spiacevole per tutti, ma il problema vero a Melfi è che la cassa integrazione è finalizzata a fare gli investimenti. Ci lamentavamo e giustamente perché c’era un ritardo nel piano degli investimenti, ora finalmente questo piano almeno per Melfi è stato annunciato. Si faranno due nuovi modelli, quindi bisogna fare delle linee produttive adatte ai nuovi modelli. Significa togliere quelle preesistenti. Personalmente sono dell’idea di sdrammatizzare l’allarme che si è creato.

Quindi ancora una volta molto rumore perché parla Marchionne e perché trattasi di Fiat…

È il solito clamore che segue sempre le parole di Marchionne, anche perché lui usa sempre modi piuttosto diretti. Naturalmente è importante sempre la massima vigilanza sul fatto che vengano rispettati i tempi, che questo avvenga come è stato detto con il minor utilizzo possibile della cassa integrazione e che il saldo della produzione non sia negativo, ovvero che l’occupazione venga mantenuta se non sviluppata. Queste sono le cose oggettive. Teniamo anche conto che siamo a Melfi, nel mezzogiorno, quindi il problema occupazionale è molto importante.

Crede che il suo giudizio sia condiviso all’interno del mondo politico e, soprattutto, del Pd?

In questo momento non essere preoccupati per il futuro dell’automobile, per il futuro dell’occupazione e del mercato dell’auto e del gruppo Fiat sarebbe un errore, perché siamo in mezzo a una tempesta che mette a dura prova la tenuta produttiva e occupazionale del settore. Quindi che ci sia preoccupazione lo trovo giusto, come anche che ci sia una stretta vigilanza per il rispetto degli impegni. Detto questo, credo che i fatti oggettivi siano sotto gli occhi di tutti; si ricorre alla cassa integrazione per due motivi di solito: per crisi aziendali o per riorganizzazione.

E il caso di Melfi è proprio un caso di riorganizzazione aziendale…


COMMENTI
19/01/2013 - Da Melfi una buona notizia. (Giuseppe Crippa)

Vedo con piacere l’arrivo di Santini nel PD – anche se l’avrei preferito insieme ad Ichino nella Lista Monti – perché con la sua concretezza potrà contribuire a smussare le impuntature ideologiche di Fassina e l’approssimazione di Bersani, le cui frasi riportate in testa all’articolo mostrano una conoscenza superficiale dei meccanismi che governano la Cassa Integrazione. Come giustamente sottolinea Santini, una Cassa integrazione per ristrutturazione è comunque una bella notizia, perché prevede investimenti, nuovi prodotti e la conservazione del lavoro (sarebbe già un buon risultato!) a Melfi. Se questa notizia disgusta Landini, fa innervosire Fassina ed inquieta Bersani è perché la loro diffidenza verso “il padrone” è inscritta nel DNA.