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IDEE/ La via italiana del merito per uscire dalla crisi

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Scarsa attenzione alla selezione, scarsa capacità di premiare il Merito, cultura della furbizia e del compromesso, scarsa legalità e rispetto della concorrenza - e altro ancora - hanno fatto marcire dalla base la struttura economica e amministrativa del Paese. Abbiamo avuto scuole ed università che hanno tenuto “parcheggiati” inutilmente molti giovani, lavori inutili, posti pubblici e promozioni regalate per motivi clientelari e sociali. Serve quindi un vero e proprio ribaltamento del Paese, a partire dai fondamentali di chi fa cosa e di come lo fa. E’ necessario mettere le persone giuste al posto giusto, valorizzando le specializzazioni, le competenze, i percorsi di studio e di approfondimento, l’esperienza sul campo. Come è possibile che ragazzi che parlano cinque lingue non trovino lavoro? Come si può pensare che mettere sullo stesso piano chi lavora bene e chi invece è un parassita possa condurre ad una società sana? Come si possono tollerare una disoccupazione giovanile elevatissima e una così forte gerontocrazia? Come si possono continuare a tagliare gli investimenti in ricerca e in istruzione? Come si possono continuare a difendere la burocrazia e un sistema giudiziario che diventa peggio del male che intende curare? Come si può avere la classe politica più costosa e numerosa del pianeta e allo stesso tempo i manager e i professionisti meno retribuiti?

La risposta è che tutto questo è successo perché ci siamo divertiti come se fossimo in un grande gioco da tavolo, in cui non abbiamo mai fatto i conti davvero, come se i soldi fossero quelli di un immenso monopoli. Ora che siamo arrivati alla fine del gioco però, ora che la realtà ci ha fattoaprire gli occhi, dobbiamo ripartire da zero. Dobbiamo essere concreti e lungimiranti. Quasi nulla di quanto è stato fatto ultimamente ha più un senso, quasi tutto va rivisto. Il senso della realtà deve prevalere: per questo premiare il Merito diventerà l’unico argomento,l’elemento più forte in questa delicatissima campagna elettorale.

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COMMENTI
21/01/2013 - commento (francesco taddei)

proposta interessante alla quale va aggiunta la fine del partitismo come criterio di selezione e la piena responsabilità di chi ha posti di comando e di chi glieli dà.