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Lavoro

PENSIONI/ Esodati. Cazzola: così la Lista Monti risolverà il problema

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Ma no, la stessa Fornero ha ammesso che, quando ha realizzato alcune misure, non disponeva di uno strumento di monitoraggio degli effetti che si sarebbero prodotti. Rispetto ai numeri, poi, l’Inps si è limitato a confermare che gli esodati sono, effettivamente, ancora 150mila. Resta il fatto che le riforme del lavoro e delle pensioni, noi le rivendichiamo. Sono i provvedimenti che hanno maggiormente qualificato l’azione del governo, e consentito all’Italia di riacquistare autorevolezza in ambito europeo. Ciò non significa che non vadano fatte delle correzioni.

Per esempio, rispetto all’età pensionabile: secondo una ricerca Censis-Covip, la maggiore parte degli italiani teme di andare in pensione non prima dei 70 anni, e con un assegno che li obbligherà a vivere in ristrettezze economiche.

Il problema non sono i 70 anni: un giovane che oggi ne ha 30, infatti - considerando l’aumento dell’età media, e della qualità ella vita - a 70 presumibilmente sarà ancora in forze. Preoccupano, invece, la qualità, la continuità e la remunerazione dei percorsi lavorativi. Sarà, quindi, necessario puntare su quelle misure che possano garantire una certa stabilità, a prescindere dai contratti.

Non crede che i giovani andrebbero informati sulla necessità di afferire a forme di previdenza complementare?

Indubbiamente. Purtroppo, fino a quando il costo della previdenza obbligatoria resterà a livelli così alti, sarà particolarmente difficile per un giovane costituirsi un secondo pilastro. Per l’azienda, infatti, considerando che la previdenza costa un terzo della retribuzione del dipendente, aggiungere un 15%, è praticamente impossibile. Così come non lo è per un giovane che guadagna, poniamo, mille euro al mese. E che dovrebbe destinarne alla previdenza complementare almeno 100. Credo che vada concretizzata l’ipotesi di utilizzare parte dei contributi obbligatori per potenziare la previdenza privata, così come aveva previsto, a livello puramente programmatico, la riforma Fornero.

Da anni, viene promessa ma mai realizzata la cosiddetta “busta arancione”, un documento inviato periodicamente ai cittadini in cui sono indicati il montante contributivo al momento dell’invio e la corrispettiva proiezione previdenziale  

Effettivamente, su questo c’è un ritardo colpevole e assurdo. La Lista Monti si è impegnata a provvedere al riguardo. Per comunicare ai contribuenti a quanto potrebbe corrispondere la loro pensione in ogni momento, sarà necessario dotarsi degli strumenti opportuni; ma l’estratto conto contributivo si può comunicare fin da subito. 

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
25/01/2013 - ESODATI (Walter Lombardi)

Ho 59 anni e ad oggi ho versato oltre 39 anni di contributi. Ex dirigente di azienda ora in liquidazione, sono disoccupato da 2 anni, senza cassa integrazione né mobilità, e da 2 anni sto versando i contributi volontari utilizzando la liquidazione e i risparmi accantonati. Avrei conseguito i requisiti per la pensione pre-riforma Fornero ad Aprile 2013 e con la finestra di 18 mesi (dei 39 anni versati 4 sono come ditta individuale in quanto sono stato Agente di commercio) + 2 mesi per l'aumentata “speranza di vita”, avrei percepito la pensione a Gennaio 2015. Sono quindi escluso, per pochi giorni, dai salvaguardati. Mia moglie, da anni casalinga ed ex dipendente di azienda privata con 15 anni di contributi versati, non percepirà alcuna pensione di vecchiaia in quanto l'asticella è stata portata dalla riforma Fornero a 20 anni di contributi. Stiamo vivendo e pagando i miei contributi volontari (non possiamo permetterci di pagare contemporaneamente anche quelli di mia moglie) utilizzando i nostri risparmi, ma i risparmi non sono senza fine. Di trovare lavoro, per il sottoscritto e/o per mia moglie, neanche a parlarne. Ma dove lo trova un lavoro l’Esodato di oltre 55 anni o la Quindicenne ormai casalinga da anni ? Francesco Milani