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Lavoro

PENSIONI/ Esodati. Scandroglio: così il Pdl ne salverà altri 140mila

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Finalmente è entrata nella dialettica politica l’ipotesi di tassare ulteriormente tutto ciò che ha a che fare con l’azzardo. Che, ci tengo a sottolinearlo, non è un “gioco”, termine che gli conferirebbe una chiave di lettura sbagliata. Chiunque gira per i bar di questo Paese trova anziani, giovani, o disoccupati che buttano decine di euro nelle macchinette. Si tratta di una miniera senza fondo che va aggredita. La ludopatia, infatti, è un problema di entità ormai analogo a quello delle droghe. E chi, normalmente, ne viene colpito è proprio chi non può permetterselo, chi ha bisogno di soldi e si convince di poter risolvere i propri problemi infilando un gettone nella slot.

Tassiamo. E poi?

E poi, con le risorse ottenute dalla tassazione aggiuntiva sull’azzardo, salvaguardiamo senza problemi tutti gli esodati. Si dice che così, diminuirà il gettito proveniente dall’azzardo: tanto meglio, vuol dire che ci saranno meno persone affette da ludopatia.  

Nell’ultima fase di questa legislatura, gran parte delle proposte del Parlamento sono state ostacolate dai funzionari dei ministeri e, in particolare, dalla Ragioneria generale dello Stato.

La Ragioneria si è comportata da padrona perché i professori, privi di legittimazione popolare, si sono affidati più alle strutture burocratiche che alle ragioni di chi fa politica, ignorando la necessità di risolvere i problemi incontrando i bisogni. Con il ritorno di un governo politico, è presumibile il ripristino di una situazione di normalità. 

 

(Paolo Nessi)

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