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Lavoro

ELEZIONI/ Monti, Bersani o Berlusconi: cosa farà il prossimo Governo per il lavoro?

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In materia di lavoro spesso le differenze tra le varie soluzioni tecniche stanno nelle virgole (sono però virgole che ribaltano il senso delle frasi), ma in questo caso è davvero difficile notare le differenze tra questo programma e quanto sostenuto dal centrodestra negli ultimi anni. Ben più facile, invece, è cogliere le differenze con le soluzioni individuate dal centrosinistra, da sempre restio a intervenire sulla normativa (semplificazione legislativa), ancorato al modello di lavoro dipendente subordinato (dualismo tra protetti e non protetti) e scettico verso l’importanza della contrattazione aziendale o territoriale. Il superamento del modello contrattuale dominante (unico modo per stralciare il dualismo regolatorio) e la centralità strategica della contrattazione di prossimità sono direzioni certamente non seguite dalla legge 92 del 2012 di questo stesso Governo, indipendentemente da quanto detto in premessa al capitolo sul lavoro.

Altre e diverse strade sono percorse, infine, dalle forze minori che saranno in campo per le prossime elezioni: certamente conservatrici in materia di lavoro saranno le ricette dei partiti che sosterranno il giudice Ingroia o quelle del Movimento Cinque Stelle, mentre è incentrato sul solo sussidio di disoccupazione (in ragione di un maggior risparmio) il capitolo sul lavoro della lista che farà capo al giornalista Oscar Giannino.

Resta quindi da chiedersi: quali le differenze tra le priorità individuate dallo staff del Premier Mario Monti e i contenuti del Libro Bianco del 2009? Quale dei punti sopra citati non è coerente con l’originale, ma criticatissima, soluzione individuata con l’articolo 8 della legge n. 148/2011 (di conversione del D.L. n. 138/2011), recante «Sostegno alla contrattazione collettiva di prossimità»? Perché allora, invece che ricominciare sempre da capo con l’ansia di affermare come nuove idee già sperimentate, non provare a dare seguito, già in questo ultimo spicchio di legislatura, a quella norma?

Intanto che si perde tempo a ripresentare con parole diverse ricette simili il mercato del lavoro italiano peggiora molto più velocemente che in ogni altro Paese europeo (eccetto Spagna e Grecia, per ora).

Twitter @EMassagli

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COMMENTI
03/01/2013 - problema mal posto (Fabrizio Terruzzi)

il problema nei termini "cosa fare per il lavoro" è mal posto e quindi anche le cosiddette soluzioni non lo risolveranno. Perdiamo solo tempo. Il problema invece è "casa fare per rendere più competitivo il sistema industriale e come far ritornare la voglia di investire e creare nuovi posti di lavoro". Proposte in tal senso zero e i risultati quindi saranno zero. Questa poi non è cosa di sinistra e quindi non aspettiamoci azioni in tal senso dal presunto vincitore delle elezioni. Buon anno a tutti. Ne abbiamo bisogno.