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PENSIONI/ Esodati. Petriccioli (Cisl): ci sono 140 miliardi (più altri 60) per salvarli tutti

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La nuova disciplina produce 140 miliardi di risparmi. E’ lì che vanno individuate le risorse per scrivere questa nuova flessibilità. 

Si tratta di risparmi già iscritti a bilancio che ci farebbero sforare dagli obiettivi di rientro dal deficit strutturale.

Chiariamo una cosa: nelle richieste di cambiamento avanzate dall’Europa al governo italiano rispetto al nostro sistema previdenziale, non c’era un solo riferimento ai requisiti contributivi. Era stato chiesto, semplicemente, di modificare i requisiti di vecchiaia. La Fornero è andata ben oltre. Quindi, non è pensabile che le risorse per gli esodati non si possano trovare in quei risparmi. Detto questo, è ovvio che, in aggiunta, possano essere individuate altre modalità per recuperare risorse.

Quali?

Va tagliata la spesa improduttiva (e non quella che garantisce i diritti sociali): occorre ridurre, cioè, i livelli di governo, accorpare le municipalizzate e intervenire in quei 64 miliardi di euro che, secondo la Corte dei Conti, rappresentano l’entità della corruzione e dell’illegalità all’interno degli apparati della Pubblica amministrazione.

Non crede che in molti potrebbero essere tutelati potenziando gli strumenti volti a favorire il reinserimento nel mondo del lavoro, quali le agenzie di lavoro interinale?

Non so se potenziando questi strumenti saremo in grado di ridare lavoro a quelle persone che necessitano di tutele nell’immediato. Sta di fatto che in Italia i servizi volti a far incontrare la domanda con l’offerta sono pressoché assenti. Sarà necessario implementarli quanto prima. Specialmente, per ridurre la disoccupazione giovanile. E iniziando a ragionare sul fatto che una tale impresa non si può delegare allo Stato. Il quale non è in grado di farvi fronte. Del resto, in tutto mondo civilizzato, è consuetudine che pratiche di questo genere vengano espletate grazie ad una stretta collaborazione tra imprese e sindacati, ai quali sono stati conferiti gli strumenti normativi per poter agire in maniera efficiente.   

Lei crede che il Parlamento riuscirà ad agire senza le imposizioni delle varie burocrazie ministeriali?

Il problema consiste in quell’assenza di autorevolezza del Parlamento e dei suoi rappresentanti che ha creato un vuoto colmato non solo dalla Ragioneria dello Stato ma anche da altri organi quali, più in generale, la magistratura. C’è da sperare, quindi, che il voto popolare sarà alto e che il prossimo governo sappia ricucire la forte spaccatura che si è creata con il Paese. 

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
01/02/2013 - Esodati (Walter Lombardi)

L'errore principale della riforma Fornero è il non aver posto una progressiva decurtazione della pensione per quei lavorati ora definiti Esodati e il non aver mantenuto le condizioni a coloro che i requisiti li avevano già conseguiti, cioè i Quindicenni. La mancanza di una progressiva decurtazione, cioè di una riduzione della pensione proporzionale alla differenza fra i requisiti richiesti dalle nuove norme ed i requisiti della precedente normativa, ha creato il problema Esodati, problema che deve ora essere risolto. All'incompetenza della Ministra, avallorata dal voto dei Parlamentari, avrebbe dovuto essere posto rimedio con interventi successivi all'entrata in vigore della riforma, ma ad oggi, ben oltre un anno, si è ancora in attesa di risolvere definitivamente il problema di tutti gli Esodati.

 
31/01/2013 - esodati (domenico remondini)

La riforma Fornero è sicuramente la peggiore tra le riforme delle pensioni succedutesi negli ultimi 20 anni, ma, come per altri interventi del governo Monti, è "dovuta" arrivare in una situazione di piena emergenza, dato che i governi precedenti non hanno per tempo regolato il sistema pensionistico. Le responsabilità sono sicuramente della politica (destra e sinsistra), ma anche dei sindacati che ormai da decenni sono molto più attenti alle pensioni che al lavoro. Ora sembra che il tema degli esodati sia il dramma dell'Italia: ma finiamola! Smettiamola di prendere in giro generazioni di italiani che la pensione ormai se la sognano e cominciamo a introdurre un minimo di equità sociale e generazionale. Con la scusa dei diritti acquisiti si salvaguardano gli interessi di chi finora ha goduto e godrà di privilegi insostenibili e si pone un macigno sul futuro di chi oggi si affaccia nel mondo del lavoro. Non dico di lasciare le persone per strada, ma non è pensabile che accedano alla pensione con il "vecchio" metodo senza nessuna decurtazione: sono risorse importanti sottratte alla crescita e al sostegno al lavoro, senza il quale, è utile ricordarlo, le pensioni calcolate con il retributivo non avrebbero copertura. Giusto per completare il quadro, qualcuno mi spiega perchè dalla riforma Fornero sono rimasti fuori politici e giornalisti ? (e non so chi altro).