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Lavoro

ELEZIONI/ Pd e Monti han già "rottamato" la riforma Fornero

Elsa Fornero (Infophoto)Elsa Fornero (Infophoto)

Dobbiamo prima di tutto ricordarci che in questo momento tutte le forze politiche si trovano nel vivo della campagna elettorale, assumendo posizioni e rilasciando dichiarazioni certamente utili ai loro fini, ma evitando di affrontare alcuni delicati punti che potrebbero far perdere loro consensi.

 

Per esempio?

 

La realtà è che sia lo schieramento guidato da Monti che il Partito democratico sanno bene che la riforma Fornero non funziona: il Pd vorrebbe addirittura un ritorno al passato, dimenticando quella che è la realtà del mercato del lavoro, sempre più caratterizzata da una disoccupazione crescente e dalla fatica delle imprese ad assumere, senza però rendersi conto quanto può essere negativo ripristinare modelli del passato come questo. Ecco dunque spiegati l’uscita di Ichino e l’ingresso di Dell’Aringa, il quale si è sempre dimostrato molto liberista sui temi del mercato del lavoro. Anche un partito moderno di sinistra, infatti, deve ammettere che per garantire stabilità è necessario puntare sugli ammortizzatori, sulla formazione e sui servizi al lavoro, senza però irrigidire il rapporto di lavoro. Questo è un tema che il Pd non affronta, ma che invece è centrale e soprattutto presente tra quelli che l’Europa ci ha sempre richiesto.

 

La lista Monti invece?

 

Anche Monti e Ichino, per quanto dicano, sono consapevoli che la riforma Fornero sta creando notevoli rigidità alle imprese e che tali difficoltà non portano a creare stabilità ma a far perdere occupazione regolare e a incrementare la quota di lavoro sommerso. Non a caso il progetto Ichino va ben oltre la riforma Fornero, anche se poi Monti ha proposto una ricetta, come quella del salario minimo garantito, che è tipica della sinistra e che non ha mai funzionato a dovere, specie nel nostro Paese. In generale, dunque, quelle attuali sembrano purtroppo solamente schermaglie di tipo tattico che valutazioni vere, effettive e praticabili.

 

(Claudio Perlini)

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