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Lavoro

RIFORMA PENSIONI/ Governo Letta: categorie deboli e dipendenti statali, ecco cosa "cade" con lui

Enrico Letta (Foto: Infophoto)Enrico Letta (Foto: Infophoto)

Da un lato è chiaro che consentire la possibilità di andare in pensione a 70 anni ai dipendenti pubblici è in contraddizione con le politiche di contenimento dei costi, previste dalla spending review che richiedono invece una riduzione degli organici.

 

Dall’altro?

È anche vero che la norma, anche se in modo non chiarissimo, sembra consentire questa possibilità. Non so quindi quanto sia corretta la norma di interpretazione autentica. Se si possa effettivamente affermare che c’è un problema di interpretazione. E quindi bloccare questo diritto ai lavoratori del pubblico impiego. In realtà, più che mettere mano alla riforma Fornero, ci sarebbe bisogno di un chiarimento fondamentale.

 

Su che cosa?

A questo punto è necessario un chiarimento, una semplificazione delle regole sulla maturazione dei diritti alle prestazioni pensionistiche.

 

Ci spieghi meglio.

In questi anni si sono sovrapposte una serie di disposizioni di legge applicabili ai lavoratori che maturavano il diritto ad andare in pensione a una certa data, con determinati requisiti. Poi le esigenze finanziarie dello Stato hanno indotto a intervenire nuovamente prevedendo altri requisiti. Da questo punto di vista oggi è veramente complesso capire quando un lavoratore matura il diritto ad andare in pensione e a quali condizioni. Questo a mio parere non assicura la certezza del diritto e non aiuta i lavoratori.

 

Quali sono i pericoli?

Un sistema così è troppo frammentato, troppo spezzettato, ed eccessivamente legato alle contingenze della situazione economica che di volta in volta si presenta. Ma soprattutto manca di sistematicità. Non è solo un’esigenza giuridica, ma di buon funzionamento del sistema.

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