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IL CASO/ Il “segreto” di Aristotele per far funzionare il lavoro

Secondo FRANCESCO SANSONE, padroneggiare la comunicazione è inseparabile da un’efficace leadership. Tuttavia, alle parole del capo devono seguire azioni coerenti, sulle quali sarà giudicato

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La leadership è una risorsa strategica per il futuro delle organizzazioni, ma per esercitare con efficacia questo ruolo è indispensabile seguire un adeguato approccio. Una leadership efficace, infatti, gestisce comportamenti, non persone; adotta un approccio verso di essi coerente con la visione dell’impresa e non è auto-centrata, ovvero non usa se stessa come metro di misura e giudizio degli altri. Se l’immateriale genera valore e conferisce significato ai contenuti tangibili, l’abito, ossia il modello organizzativo prevalente, non è neutrale sull’efficacia della leadership.

Nelle organizzazioni più innovative e avanzate prevale, in genere, un modello di gestione del capitale umano connotato in modo tale da responsabilizzare i propri collaboratori, così che loro stessi intervengano per migliorare i processi (nei limiti delle loro competenze), premiando la loro iniziativa. Il modello, infatti, mette in primo piano le persone come “capitale” dell’organizzazione e il gruppo come opportunità di crescita. Per questo, perciò, nelle organizzazioni che adottano questo modello si dà maggiore importanza alla diagnosi, piuttosto che alla decisione; al processo per arrivare a una soluzione, che non alla soluzione in se stessa; allo standard di successo medio ripetibile, piuttosto che al picco di successo irripetibile; all’analisi dell’errore; al valorizzare le differenze, piuttosto che alla colpevolizzazione sull’errore; al valorizzare le differenze, piuttosto che eliminarle.

Dare importanza a un ambiente organizzativo favorevole alla leadership, in effetti, significa adottare, per i collaboratori, i principi della responsabilità. Responsabilizzare le persone significa lasciar loro la discrezionalità coerente con la responsabilità istituzionale; le deleghe e gli incarichi contingenti, anche se il capo continua a rispondere dei risultati; dare enfasi prima ai risultati di squadra, poi a quelli individuali; controllare innanzitutto i risultati conseguiti, verificando le azioni e i comportamenti solo in caso di insuccesso, difficoltà o problemi; riconoscere e lasciare i meriti ai collaboratori.

Il processo di sviluppo della leadership è composto, in buona parte, di aspetti taciti, qualitativi e discrezionali. Infatti, la maggior parte degli aspetti connessi alla realizzazione dei passi, che consentono di realizzare una visione e gestire situazioni di leadership, sfugge alla nostra consapevolezza conscia e si presenta sotto forma di “ispirazione”.