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LEGGE DI STABILITA'/ Camusso: cuneo fiscale e statali, il governo ha tradito le attese

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Ancor prima che diventasse tema di discussione pubblica, la Cgil - grazie soprattutto al lavoro dei nostri giovani - aveva avanzato una sua specifica proposta che ricalcava quanto deciso dall’Unione europea in tema di “Youth Guarantee”. Lì sostenevamo il necessario rilancio della nostra rete di Servizi pubblici per l’impiego, al momento piuttosto fragile e scarsamente efficace. Sono irrilevanti infatti le cifre che investiamo in questo segmento rispetto ad altri paesi europei e tutto ciò si riflette nei numeri, visto che solo il 2,7% dei giovani trova lavoro attraverso i centri per l’impiego mentre circa il 40% lo trova grazie ad amici, parenti e conoscenti. È quindi prioritario rafforzare questa rete e, allo stesso tempo, fornire un’offerta di formazione professionale efficace e coerente con i fabbisogni del territorio e con le sue prospettive di sviluppo. Di questo, insieme alle istituzioni locali, vogliamo renderci responsabili nel coordinare e valutare ex post l’offerta formativa. Ma nel frattempo, visto il tema di competenza provinciale, siamo ancora in attesa di capire cosa ne sarà delle Province e a chi verranno riallocate queste competenze.


L’Europa chiede rigore mentre nelle vostre proposte sembra spesso emergere la richiesta di aumentare la spesa senza fare i conti con le compatibilità economiche…

Noi sosteniamo l’idea che l’Europa, e i vincoli che ci pone, non deve essere un alibi per non fare ciò che è possibile, ora e adesso. L’Europa non ci impedisce, nelle more del nostro bilancio, di rivedere alcuni capitoli e di redistribuire, in maniera equa e giusta, il peso del nostro fisco. Penso, come le dicevo, alle grandi ricchezze, penso alle rendite finanziarie, penso a tutti coloro che hanno attraversato senza alcun problema sei anni di crisi mentre centinaia di migliaia di lavoratori e pensionati hanno faticato ad arrivare a fine mese. Penso agli otre 9 milioni di cosiddetti “incapienti”, cittadini che vivono in condizioni di estrema difficoltà e che faticheranno ancora senza un deciso e netto cambiamento nelle scelte di politica economica. È anche a queste persone che pensiamo quando chiediamo cambiamenti significativi della legge di stabilità.

 

L’anno prossimo Cgil vivrà un importante momento congressuale per la sua storia e, riteniamo, per l’intero panorama sindacale. Da Segretario in carica, dove vorrebbe portare la Cgil?

Vogliamo che sia un congresso che parli al Paese e all’intero mondo del lavoro e non una discussione tutta rivolta all’interno del gruppo dirigente. Un appuntamento che vuole rendere protagonisti lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionati, nel solco di ciò che la Cgil è sempre stata da oltre cento anni a questa parte, ovvero un grande soggetto di trasformazione e di cambiamento. In un Paese ancora invischiato in una crisi profondissima, piegato com’è su se stesso, e senza che gli sia offerta una prospettiva di cambiamento, noi vogliamo tenere aperta un’idea di futuro, che abbia al centro il mondo del lavoro. Il tutto alla luce di ciò che la Cgil è sempre stata: un grande soggetto di rappresentanza generale.

 

(Giuseppe Sabella)

 

In collaborazione con www.think-in.it

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