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Lavoro

IL CASO/ Se la legge di stabilità fa contenti solo i disoccupati

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E allora, abbiamo bisogno di due terapie. La prima è l’investimento in fattori della produttività e quindi: riduzione del costo dell’energia e dei trasporti, sviluppo delle infrastrutture e della tecnologia sino al rilancio della contrattazione di secondo livello e della formazione in azienda, soprattutto  attraverso il ricorso al contratto di apprendistato. La seconda è la definitiva semplificazione dei rapporti di lavoro subito dopo aver individuato il modello di mercato del lavoro più adeguato: se uno flessibile, o se uno rigido, senza mezze misure.

Insomma, la strada è ancora in salita. E non c’è trippa per nessuno. Neanche per i precari che avevano esultato con il recente decreto stabilizzazioni, ma sono caduti in disperazione quando la legge di stabilità ha bloccato il turn-over anche per il 2014. 

E così, qualche disoccupato inizia a pensare di essere un privilegiato perché, grazie a questo Governo, è vero che non ha guadagnato nulla, ma è altrettanto vero che non ha perso qualcosa. 

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