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Lavoro

RIFORMA PENSIONI/ Il Governo Letta ha Province e municipalizzate per cambiare la legge Fornero

Elsa Fornero, ex ministro del WelfareElsa Fornero, ex ministro del Welfare

Sono d’accordo con lui. Le pensioni immettono ogni anno 240 miliardi nel sistema economico dando da mangiare a 16 milioni e 700mila persone. È una cifra di gran lunga superiore ai 3 milioni e 600mila degli stipendi dei dipendenti della pubblica amministrazione. Dopo le ultime riforme, il sistema pensionistico è ben gestito ed elimina tutti i comportamenti opportunistici. Il problema è che paghiamo ancora oggi il prezzo di 25 anni di follia, quelli compresi cioè tra la legge Brodolini del 1969 e la legge Amato/Dini del 1994. Il 70% del debito pubblico è provocato dal disavanzo del sistema di welfare e per altri 20 anni dovremo scontare gli errori del passato. La legge Brodolini ha prodotto tali e tanti disastri, che continueremo ancora a lungo a sentirne le conseguenze.

 

Come si potranno sostenere le pensioni se la crescita continuerà a mancare?

La crescita è indispensabile e per rilanciarla occorre ridurre il carico fiscale. Per farlo non serve la bacchetta magica. In Italia abbiamo mille piccoli Comuni con una media di 350 abitanti l’uno. Contiamo inoltre 20mila tra municipalizzate e partecipate nei settori di acqua, distribuzione del gas, energia, rifiuti e trasporti. Ciascuna di loro chiede soldi ai Comuni o alla pubblica amministrazione. Basterebbe tagliare metà di queste aziende pubbliche, e comunque ne resterebbe un numero stratosferico, in quanto in Francia o Spagna le società che gestiscono ciascuno di questi settori sono quattro o cinque. Scendere a quota 10mila municipalizzate sarebbe sufficiente per trovare i fondi in modo non soltanto da risolvere i problemi delle pensioni di cui parlavo prima, ma anche per ridurre il carico fiscale.

 

Quali altre misure introdurrebbe?

A ciò si potrebbe aggiungere l’eliminazione delle province di nuova creazione e avremmo la quadratura del cerchio. La macchina pubblica costa 360 miliardi, se non si riesce a tagliare neanche il 10% si rischia di chiudere. E l’Italia sta chiudendo per mantenere 8.101 Comuni, 120 Province, 20mila società partecipate e Regioni come il Molise che conta 360mila abitanti, tutti impieganti nella pubblica amministrazione.

 

Anche il welfare integrativo può essere utilizzato per il rilancio dell’economia?

Il governo Letta eroga in media 100 euro l’anno per 5 milioni di lavoratori. Se si usasse invece in modo intelligente il welfare integrativo, si erogherebbero 250 euro netti al mese nella busta paga di ciascun dipendente. Significherebbe mettere 30 miliardi in circolazione senza eccessive spese per lo Stato.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
23/10/2013 - precoce (lucia bonazzoli)

cara sig.ra FORNERO chi e' lei per giudicare me che ho cominciato a lavorare a 14 anni coi turni ,sono arrivata a 41 anni di lavoro e lei mi dice che sono giovane per andare in pensione??ha fatto una legge retroattiva di 40 anni lavorativi anticostituzionale ...per non avere la decurtazione devo recuperare ..avis..permessi per lutto..licenza matrimoniale...legge 104...maternita' facoltativa..scioperi...questa e' veramente una vergogna. Faro causa ,in nessun paese dell'europa succede questo. fate un esame di coscienza per tutto questo . cordialmente