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Lavoro

PARTITE IVA/ Il "no global" Casarini: siamo i nuovi proletari, ma la sinistra non ci difende

Luca Casarini (Infophoto)Luca Casarini (Infophoto)

Io ho l'impressione che siccome il lavoro autonomo è tendenzialmente quello dove si organizza tutto il lavoro del futuro, e poiché non ha rappresentanza politica e sindacale, viene massacrato ancora  più delle altre forme di lavoro.

 

Lei ha detto in passato che la sinistra non ha capito la trasformazione del mondo del lavoro, e ha incentrato tutta la sua battaglia sul lavoro su chi ha il posto fisso, chi lavora in fabbrica.

La sinistra è certo ancorata a una dinamica che andava bene nel Novecento, una idea del lavoro con parole d'ordine che oggi suonano assurde, come la piena occupazione. Siamo già in piena occupazione anche se paradossalmente i disoccupati aumentano, ma questo perché la produzione si è spostata sul materiale, sul relazionale. Le città sono le vere fabbriche di questo sistema produttivo e funziona in modo diverso anche nella misurazione del lavoro. Invece la destra ha tentato inizialmente di organizzare il lavoro autonomo e poi l'ha massacrato peggio ancora.

 

In che senso?

Sono convinto che le fortune elettorali di Berlusconi sono dovute a un tentativo di riferirsi a quel mondo in alternativa a quello che non sapeva fare la sinistra. In realtà, la destra ha pensato unicamente alla grande distribuzione e ai grandi gruppi di potere economico e il lavoro autonomo è stato massacrato.

 

È questa una situazione solo italiana? Ci sono realtà all'estero dove il lavoro autonomo è maggiormente considerato?

Direi che è una situazione globale. Questi discorsi ho cominciato a sentirli a Seattle nel 1999, agli albori di quel movimento No global che ho poi frequentato per tanti anni. È ovvio che abbiamo nel mondo un mercato del lavoro articolato: guardando i dati generali i salariati sono aumentati, ma questo perché ci sono nuovi paesi in sviluppo capitalistico come lo eravamo noi nel dopoguerra, ad esempio Turchia e Brasile, per non parlare della Cina che è un mondo a parte. Ma la tendenza che viene applicata nei paesi occidentali è ridurre i salari e ridurre i lavoratori contemporanei, gli autonomi. È come se ci fosse  un meccanismo dove il lavoratore autonomo di seconda generazione è il nuovo operaio. Io che faccio partita Iva sono un operaio contemporaneo. La fabbrica sociale in cui mi trovo mi rende attaccato a una catena di montaggio mio malgrado.

 

Lei ha parlato in passato di obiezione fiscale, ricordando certe uscite della Lega: provocazione o strada da percorrere?


COMMENTI
28/10/2013 - Benvenuto nel mondo reale, Casarini! (Giuseppe Crippa)

Interessante questo “nuovo” Casarini che è lavoratore autonomo, quindi "libero professionista" e non più “politico professionista”! Consiglio però Casarini di non lasciarsi sedurre dal populismo di SEL e di guardare senza pregiudizi verso chi davvero sta cercando di elaborare soluzioni davvero praticabili – e solo all’apparenza più timide – per uscire dalla situazione economica e sociale in cui versa l’Italia. Serve un nome? Pietro Ichino.

 
28/10/2013 - Casarini (Gianluca Selmi)

Oltre che molto invecchiato, Casarini assomiglia sempre più a Mario Capanna. Fisicamente....