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PARTITE IVA/ Il "no global" Casarini: siamo i nuovi proletari, ma la sinistra non ci difende

Luca Casarini (Infophoto) Luca Casarini (Infophoto)

Il nodo delle tasse è intollerabile, attacca la vita concreta e significa impoverimento ingiusto. Io sono per la distribuzione generale della ricchezza prodotta. La tassazione è una cosa giusta che rispetta i criteri di equità e se funziona ridà ai cittadini una qualità della vita più alta. Ma se la tassazione serve ad alimentare la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi allora non mi va bene. Io vorrei capire quali tasse pago una per una e dove vanno a finire i soldi. L'elemento del rendere sempre più incomprensibile la traiettoria delle tasse è un modo fondamentale che ha il sistema di potere per nascondere la realtà. Se uno guarda il bilancio dell'Inps scopre che è l'unico ente in attivo con 12 miliardi. E uno allora si chiede: ma come è possibile? E poi tagliano le pensioni?

 

Gia: ma come è possibile?

Perché non ci dicono dove finiscono le tasse che paghiamo. Se si sviluppasse un movimento che chiede: questa tassa dove va a finire, non sono d'accordo che vada a finire lì, sarebbe una cosa positiva. Ci sono dinamiche che hanno costruito l'idea nella storia della democrazia che avevano questo come soggetto, pensiamo al "no taxation without representation" che è stato il cardine della Costituzione americana. Dunque non bisogna evadere il fisco, ma allo stesso tempo non bisogna alimentare un sistema ingiusto.

 

In questa sua battaglia lei vede una qualche forma di rappresentanza, di corrispondenza politica nell'attuale quadro?

Siamo in deficit in termini culturali, politici e programmatici però penso che questa battaglia è difficile la possa prendere il Pd.

 

Perché?

Perché rappresenta un misto tra liberismo e 900 che ha prodotto una situazione di danno culturale, pensano ancora alle fabbriche e alla piena occupazione. L'unica formazione a sinistra dove io guardo e con cui sto discutendo e vedo che ci sono risposte culturali è Sel. Però bisogna che si traduca in atti, che nasca un grande movimento sociale attorno a questo. Ai partiti non ci credo molto, hanno una forma legata ai palazzi che per definizione è separata dalla società.



(Paolo Vites) 

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COMMENTI
28/10/2013 - Benvenuto nel mondo reale, Casarini! (Giuseppe Crippa)

Interessante questo “nuovo” Casarini che è lavoratore autonomo, quindi "libero professionista" e non più “politico professionista”! Consiglio però Casarini di non lasciarsi sedurre dal populismo di SEL e di guardare senza pregiudizi verso chi davvero sta cercando di elaborare soluzioni davvero praticabili – e solo all’apparenza più timide – per uscire dalla situazione economica e sociale in cui versa l’Italia. Serve un nome? Pietro Ichino.

 
28/10/2013 - Casarini (Gianluca Selmi)

Oltre che molto invecchiato, Casarini assomiglia sempre più a Mario Capanna. Fisicamente....