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BONUS ASSUNZIONI/ Un “test” per la sopravvivenza delle imprese

Giovani lavoratori Giovani lavoratori

Il dato di partenza è che il mercato del lavoro nel Mezzogiorno è agonizzante. L’incentivo riserva una quota prevalente delle risorse al Sud proprio per cercare di venire incontro innanzitutto a quelle imprese che se la sentono di accettare la sfida di creare occupazione nel Meridione. Senza questa riserva destinata al Sud gli incentivi sarebbero invece utilizzati tutti dal Nord.

 

Secondo l’Istat, il 40% dei giovani tra i 15 e i 24 anni sono disoccupati. Lei come valuta questo dato?

In primo luogo, è un valore nazionale che maschera delle differenze molto profonde tra regione e regione. Si tratta inoltre di un dato gravissimo, che è cresciuto rapidamente negli ultimi anni passando dal 20% al 40%. È la conseguenza della crisi economica che stiamo vivendo dal 2008. A pagare la crisi sono state principalmente due categorie di persone: chi aveva un lavoro e l’ha perso e i giovani che non sono riusciti a entrare nel mercato del lavoro. Da un lato quindi c’è stata una fuoriuscita di ex occupati dal mondo del lavoro, dall’altra c’è stato il blocco all’ingresso nei confronti dei giovani. Questa è la reazione che la crisi ha provocato nel sistema delle imprese, portandole a liberarsi della manodopera in più attraverso cassa integrazione e licenziamenti e a rinunciare ad attuare nuove assunzioni.

 

(Pietro Vernizzi)

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