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Lavoro

RIFORMA PENSIONI/ Il Governo Letta può dire stop all’innalzamento dell’età pensionabile, ecco come

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Oggi è ancora più difficile sostenere un sistema del genere perché, in una fase di crisi economica come quella che stiamo attraversando, il numero dei lavoratori si è ridotto. Quindi sono sempre di meno quelli che si fanno carico dei benefici dei molti che sono andati in pensione. Per questo non si può andare avanti all’infinito con semplici allungamenti dell’età pensionabile. Nessuno parla di meccanismi o di regole di finanziamento.

 

Di recente i sindacati hanno scritto al premier Letta per richiamare l’attenzione del governo sulla difficile condizione dei pensionati.

È vero, e va sottolineato con forza, che ci sono persone che hanno pensioni bassissime che andrebbero tutelate. Dall’altra parte, ci sono anche i pensionati “eccellenti”.

 

Si riferisce alle pensioni d’oro?

Certo, da quel lato credo si possa fare molto.

 

Si dice che i privilegiati sarebbero talmente pochi che un eventuale taglio non inciderebbe granché. Non è così?

Non sono così pochi, come è stato detto. È chiaro che bisogna intendersi quando si parla di pensioni d’oro.

 

Chi sono i pensionati d’oro?

Non penso solo a quelli con livelli elevatissimi. Ci sono manager pubblici o politici che hanno pensioni cumulative molto alte magari perché hanno svolto diverse professioni. Lì bisognerebbe porre mano. Si dovrebbe fare come si fa con la progressività dei tributi. Usando sempre molta attenzione, perché è complicato stabilire dei paletti. C’è anche un altro problema.

 

Quale?

Continuare ad alzare l’età pensionabile ha un beneficio quasi nullo dal punto di vista della sostenibilità del sistema.

 

In che senso?

Qualche beneficio ovviamente c’è. Però se gli anziani non vanno in pensione, i giovani non inizieranno mai a lavorare. Oggi il tasso di disoccupazione giovanile è altissimo. Chi paga le pensioni? I 66enni e i 67enni che continuano a lavorare? Nel resto dell’Europa, in Germania, non è così.

 

A cosa pensa in particolare quando parla di riforma strutturale?

Penso innanzitutto che si possa introdurre, almeno per una quota, un sistema di finanziamento a capitalizzazione, non a ripartizione, delle pensioni.

 

I fondi pensione non sono mai decollati nel nostro Paese..

È vero. Diverso sarebbe se li si rendesse in qualche modo obbligatori.

 

Come funzionerebbe il nuovo meccanismo?