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RIFORMA PENSIONI/ Per il Governo Letta suona l’allarme esodati e flessibilità

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Al tavolo non c’era probabilmente nessuno. Non c’erano i metalmeccanici, non c’erano Cgil, Cisl e Uil.


Come mai?

Perché il precedente governo ha pensato bene di utilizzare il tema delle pensioni per rispondere all’emergenza economica. Quindi non si è preoccupato troppo di guardare bene cosa c’era dentro la riforma e cosa poteva capitare. Per il governo Monti era solamente un’operazione che da qui al 2021 avrebbe fatto risparmiare 80 miliardi allo Stato. Penso che al posto di 80 se ne potevano risparmiare 40 di miliardi, e con una patrimoniale si sarebbe ottenuto lo stesso risultato ma in maniera più equa, ridistribuendo maggiormente il carico. Che invece è precipitato tutto sulle spalle del lavoro dipendente e della gente che si è trovata senza mobilità e senza pensione. La riforma delle pensioni è figlia di una storia sbagliata.

 

In che senso?

Per alcuni versi poteva essere considerato normale un adeguamento dell’età lavorativa. Così invece, per come si è deciso di agire, si è fatta una riforma troppo rigida, con in più questo pasticcio degli esodati. Ma soprattutto è stato fatto un errore che a mio parere è il più grave.

 

Quale?

La riforma ha previsto uguali trattamenti per lavoratori che operano in condizioni profondamente diverse. Questo mi sembra un problema aperto che deve essere ancora risolto. Non è giusto che chi lavora in cantiere debba andare in pensione alle stesse condizioni di chi svolge un’attività meno usurante. Chi lavora alla catena di montaggio e fa i turni per decine di anni credo abbia diritto a un’accelerazione rispetto agli altri.

 

Nel caso dei metalmeccanici e di altre categorie che svolgono lavori usuranti bisogna prevedere forme di flessibilità in uscita?

 È quello che avremmo chiesto se ci fosse stato modo di discutere quando fu fatta la riforma delle pensioni. Non è giusto che una persona debba lavorare fino a 67 anni sulle impalcature di un cantiere. È una condizione di lavoro molto esposta, molto logorante dal punto di vista fisico. In più c’è anche un problema di sicurezza, non solo di incolumità della persona anziana ma anche degli ambienti di lavoro. Sono due i temi che il governo dovrà presto affrontare.

 

Il primo?

Come dicevo all’inizio, il governo dovrà innanzitutto trovare la copertura per gli esodati

 

Il secondo?

Dovrà rendere più flessibile il sistema, adattandolo meglio alle concrete condizioni dei lavoratori.      

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