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RIFORMA PENSIONI/ Per il Governo Letta suona l’allarme esodati e flessibilità

Non è pensabile, spiega GIUSEPPE FARINA, che un lavoratore dei cantieri o un metalmeccanico possano lavorare fino a 67 anni come quelli di altre categorie meno usuranti

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“Sulla vicenda esodati la situazione è sfuggita di mano, sia nei numeri che nelle coperture”. Lo ha affermato Giuseppe Farina, segretario generale della Fim-Cisl che ieri, nel corso della trasmissione Tg2 Insieme in onda su Rai2, ha aggiunto: “Il settore dei metalmeccanici è stato quello più colpito da questo pasticcio, una riforma nel suo complesso poco proficua ed equa, figlia di un atteggiamento presuntuoso del precedente Governo, che non ha voluto dialogare e ascoltare le parti sociali, un pasticcio che deve essere assolutamente sanato. C’è l'impegno politico, ma ora, va data copertura economica già dalla legge di stabilità”. Abbiamo quindi contattato Farina che nell’intervista che seuge spiega che il governo Letta dovrà affrontare anche un altro problema aperto dalla riforma Fornero: “L’errore  più grave a mio parere è aver previsto uguali trattamenti per lavoratori che operano in condizioni profondamente diverse. Non è giusto che chi lavora in cantiere debba andare in pensione alle stesse condizioni di chi svolge un’attività meno usurante. Chi lavora alla catena di montaggio e fa i turni per decine di anni credo abbia diritto a un’accelerazione rispetto agli altri”. Il governo dovrà pertanto intervenire per “rendere più flessibile il sistema, adattandolo meglio alle concrete condizioni dei lavoratori”.


Ci sono novità sugli esodati?

No, non ci sono novità. Però nei numeri del ministro del Lavoro c’è un’evidente sottovalutazione del problema. Oggi le cifre sono esplose a livelli che al ministero probabilmente neanche immaginavano. È la conferma che non basta essere professori esperti di previdenza per evitare disastri. Bisogna innanzitutto conoscerlo il lavoro. È chiaro che essendo stato sottovalutato nei numeri, il tema delle pensioni presenta oggi seri problemi di copertura.

Ma non era stata trovata la copertura?

Per una parte sì. Fino ai 130mila che sono quelli finora autorizzati. Per costoro la copertura non dovrebbe essere un problema. Però c’è da rifinanziare il 2014, 2015 e 2016 che sono gli anni in cui molti lavoratori si troveranno a uscire dalla mobilità e andranno in pensione. A quel punto i soldi ci dovranno essere.

Ha detto che i più colpiti sono i metalmeccanici. Si fa fatica a immaginare che un sindacato così forte come quello della vostra categoria non fosse al tavolo delle trattative quando furono presentate quelle cifre…