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Lavoro

DISOCCUPAZIONE RECORD/ Gotti Tedeschi: è tutta colpa del non aver fatto figli

Il tasso di disoccupazione a settembre segna un nuovo record, salendo al 12,5% e arrivando al 40,4% tra i giovani. Per ETTORE GOTTI TEDESCHI anche questo è un effetto del non fare figli

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Il tasso di disoccupazione a settembre segna un nuovo record, salendo al 12,5%. È il valore più alto dall’inizio sia delle serie mensili, gennaio 2004, sia delle trimestrali, primo trimestre 1977. Se ci riferiamo alla fascia 15-24 anni, oltre a un tasso di disoccupazione molto alto (40,4%), gli inattivi in Italia sono circa 2 milioni (oltre il 22%). Questo esercito inoperoso di giovani ipoteca, oltre al proprio futuro, circa 26 miliardi di euro l’anno pari al 1,7% del Pil, al netto delle mancate tasse, dei costi indiretti in termini di salute e criminalità, oltre che di perdita di competitività sociale (fonte Eurofound). Ma come mai, in Italia, la disoccupazione e in particolare quella giovanile ha raggiunto i livelli abnormi ormai noti? Secondo l’economista Ettore Gotti Tedeschi, Presidente di Grupo Santander Italia, la ragione è molto semplice: «Questa disoccupazione c’è perché non si son fatti figli». La “tesi demografica”, di cui Gotti Tedeschi è fervido sostenitore da almeno 15 anni, sembra paradossale… eppure è sempre più al centro del dibattito economico. Ricordiamo che l’Italia ha un indice di natalità tra i più bassi d’Europa e soprattutto che, secondo l’Istat, questa bassa natalità è persistente. Con il noto banchiere, l’occasione è anche quella di fare il punto della situazione su alcune vicende della nostra economia sempre più distorta, economia che “non ha autonomia morale”: come ben scritto in Caritas in Veritate, la grande enciclica di Benedetto XVI alla cui stesura Gotti Tedeschi ha collaborato, il criterio di giudizio dell’economia non può essere l’economia stessa. Altrimenti succedono disastri come quelli che questo tempo sta vivendo, disastri che in questa intervista a IlSussidiario.net, Gotti Tedeschi spiega e racconta.

Presidente Gotti Tedeschi, la questione giovanile è uno degli indicatori più chiari della crescita a debito, consumistica ed egoistica. In Italia, considerando non solo i disoccupati ma anche coloro che né studiano e né lavorano (i cosiddetti Neet), i numeri sono imbarazzanti rispetto alle medie Ue e Ocse. Perché questo fenomeno che porta persino Papa Francesco a considerarla una priorità?

Questa disoccupazione c’è perché non si son fatti figli. No figli significa no sviluppo economico vero e sostenibile, fondamento della creazione di veri posti di lavoro. No figli ha invece significato crescita solo consumistica: se non cresce la popolazione come cresce il Pil? Con crescita dei consumi individuali, cioè consumismo. Il consumismo provoca la rinuncia alla creazione di risparmio (che ha ridotto la base monetaria per far credito bancario), poi sempre più l’indebitamento. Ciò accompagnato sempre più da delocalizzazioni delle produzioni in paesi a basso costo, al fine di importare beni a prezzi bassi per crescere il potere di acquisto. Ma prodotti altrove.

E cos’atro ha significato il calo della natalità?

No figli ha anche significato l’invecchiamento della popolazione e la crescita dei costi fissi (sanità, pensioni) sostenuti da più tasse e meno investimenti. Il circolo vizioso creato dal crollo delle nascite di fatto è stato: crollo sviluppo, crescita costi fissi, crescita tasse, delocalizzazione produttiva, crollo investimenti, crescita del debito, ecc. In pratica, abbiamo creato le condizioni per perdere capacità competitive per creare posti di lavoro.

Quali soluzioni oggi per tornare a creare occupazione?

Il solo modo per risolvere il problema occupazione è creare vero sviluppo economico. Ma non sembra facile. Progetti, che non siano da palcoscenico, non se ne vedono, né si sentono. Inoltre, lo Stato non ha risorse (e non riesce a crearle dovendo occuparsi di stabilità contabile), il privato non rischia, i capitali stranieri non vedono attrattività. La crescita dell’impiego, che per noi significa riprendere competitività, mi pare difficile perché in Occidente, per competere con l’Oriente, la soluzione sembra esser solo tecnologica, e la tecnologia non ha bisogno di manodopera. Come sta succedendo in Usa, la spinta tecnologica sta cambiando la natura stessa del lavoro.

E quindi cosa succederà?


COMMENTI
01/11/2013 - Svalutare l’euro si può e si deve (Carlo Cerofolini)

Indubbiamente la svalutazione dell’euro sul dollaro - di circa il 30% - per riportarlo in parità si può e si deve fare, perché darebbe una spinta potente soprattutto alle nostre esportazioni ed è presumibile che questo ci porterebbe ad un maggior incasso stimabile di circa 35 miliardi annui e così ci salveremmo da una rovina economica e sociale annunciata.

 
01/11/2013 - La colpa è delle politiche fallimentari (Carlo Cerofolini)

L’Italia "ha fatto pochi figli": non è che questa sia la chiara dimostrazione di come negli ultimi 40 anni si siano attuate e tutt’ora si attuino politiche, comprese quelle fiscali, e campagne contro la famiglia ed i suoi valori? Questo nonostante, ciò che recita la nostra Costituzione - agli articoli 29 e 31 - sulla famiglia e la presenza di forze politiche, sociali e confessionali forti, che avrebbero come ragione sociale proprio quella di valorizzarla e favorirla in ogni suo aspetto,come appunto imporrebbe la Costituzione stessa.