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CUNEO FISCALE/ Ichino: un errore del Pdl penalizza lavoratori e imprese

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Ridurre il cuneo fiscale sulle buste-paga è indispensabile per rimettere in moto il mercato del lavoro. È la raccomandazione dell’Unione europea, che ci eravamo impegnati a seguire: ridurre prioritariamente la pressione fiscale su chi produce, cioè lavoro e impresa, solo in seconda battuta su chi consuma, e solo in ultima istanza su chi possiede. È stato un grave errore, da parte del Pdl, costringere il Governo a seguire la priorità inversa, detassando per primo chi possiede e lasciando solo le briciole per chi produce.

 

Alla luce dell’assenza di crescita, qual è il giusto mix di riforme economiche e riforme legate al mercato del lavoro per rilanciare l’occupazione?

Rispondere a questa domanda richiederebbe molto di più che le poche righe di cui qui disponiamo. In estrema sintesi, sono necessarie tutte le misure volte ad aumentare il flusso degli investimenti esteri nel nostro Paese: quelle, per intenderci, indicate nel documento Destinazione Italia che il Governo ha fatto proprio a settembre. Inoltre, è indispensabile trasferire risorse dalle politiche passive del lavoro, cioè dal puro e semplice sostegno del reddito ai disoccupati, alle politiche attive, quelle cioè che mirano a reinserire il disoccupato nel tessuto produttivo, stabilendo un nesso di condizionalità tra sostegno del reddito e la disponibilità effettiva del beneficiario. In quest’ottica, considero importantissimo che si avvii la sperimentazione regionale del contratto di ricollocazione: per i dettagli di questo progetto devo rinviare al mio sito.

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