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ILVA TARANTO/ D'Isabella (Cgil): Vendola? Abbiamo la coscienza a posto, a noi interessa il lavoro

Nichi Vendola (Infophoto) Nichi Vendola (Infophoto)

Le voglio anche ricordare che quando è scoppiato lo scorso anno il sequestro dell'area a caldo, c'è stato un passaggio delicato in cui si facevano manifestazioni e scioperi contro la magistratura in modo esplicito o implicito. La Fiom si è sempre tirata fuori, rifiutando di partecipare a qualunque azione che potesse sembrare di contrapposizione alla magistratura. Quello che a noi è sempre interessato è stato costringere la famiglia Riva a provvedimenti forti e radicali di bonifica all'azienda.

 

C'è però un'azione della magistratura sul conto di Vendola, accusato di aver fatto pressioni sull'agenzia dell'ambiente per non rendere pubblici certi dati sull'inquinamento. 

Ma questa telefonata risale a molto tempo prima, a ben tre anni fa. Certo, se si vuole dire che bisogna fare interventi più radicali di bonifica ambientale mantenendo però la prospettiva di lavoro è una posizione che abbiamo sostenuto anche noi, ma anche il governo italiano che ha fatto leggi ad hoc per stabilire che, fermo restando che bisogna fare una nuova Aia, si continui a produrre, come sta accadendo adesso.

 

Come è oggi la situazione?

Alcuni impianti sono fermi, su alcuni si sono fatti i primi interventi e siamo finalmente sulle soglie del piano industriale che deve definire in maniera complessiva, con un impegno di spese di circa due miliardi, il futuro.

 

Quindi nessuna manovra di nascosto per mantenere viva la produzione.

La scelta politica della Regione, del comune, della provincia, del governo e dei sindacati è stata questa: procedere con la bonifica mantenendo attiva l'azienda. È ovvio che si possono avere accentuazioni differenti, intervenire in maniera più drastica oppure meno.

 

Dal punto di vista politico?

È una posizione realistica e giusta. Diciamo anche che certe leggi come quella sanitaria fatte dalla Regione sono state di assoluta avanguardia e hanno costituito elemento di scontro molto forte tra l'azienda e il governo di allora. Quando venne fatta la legge sulla diossina il governo di allora chiamò i sindacati e disse: guardate che questa legge mette in discussione anche i posti di lavoro. Per noi quella legge andava approvata comunque e la regione fece bene a insistere. Il sindacato fece squadra con gli enti locali contro il governo. 

 

In conclusione?

In conclusione vorrei dire che tutti hanno detto - dai partiti, al governo, ai media - quanto l'Ilva sia importante non solo per Taranto ma per tutta l'Italia. E mentre il governo portava avanti una impostazione fortemente dialettica nei confronti del magistratura, da parte di Vendola c'è stato un atteggiamento di tutt'altra natura che giudichiamo positivo. 

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COMMENTI
16/11/2013 - Sindacalisti e politici col cappello in mano (Giuseppe Crippa)

Se c’è una cosa che accumuna politici e sindacalisti di sinistra è l’ambiguità del comportamento di fronte ai propri “compagni” e davanti ai “padroni”… duri davanti ai primi e servili di fronte ai secondi. Davvero triste.