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Lavoro

RIFORMA PENSIONI/ Cazzola: il buco dell'Inps? E' un regalo del governo Prodi

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Più che altro, ce la siamo risparmiata. Temo che qualunque intervento, sarebbe stato peggiorativo. Credo, del resto, che la legge Fornero, tendenzialmente, vada bene così com’è. Alcuni effetti negativi che essa determina non sono necessariamente risolvibili intervenendo sul versante pensionistico. Intendo dire che se una persona resta attorno ai 60 anni resta senza lavoro, occorre fare in modo che ne trovi un altro, invece che dargli direttamente la pensione.

 

Cosa ne pensa della proposta dell’M5S?

Tutto sommato, si può anche prendere in considerazione. Se la misura è provvisoria, non credo che si pongano problemi di natura costituzionale. Non dimentichiamo che un intervento del genere, sul fronte della quantità, non ha alcun valore. Non risolve di certo i problemi della finanza pubblica. Casomai, ce l’ha sul piano della qualità. Può dare un segnale importante nel segno dell’equità, chiedendo un sacrificio a chi è in condizione di farlo. La mia ricetta, in ogni caso è un’altra.

 

Quale?

Credo che la materia vada affrontata in maniera strutturale. Tra i trattamenti in essere e quelli futuri si può rivedere la rivalutazione, prevedendo che, per le pensioni superiori a 6 volte la minima, l’indicizzazione all’inflazione sia modulata al ribasso rispetto alla progressività attuale. Inoltre, è possibile agire sui rendimenti. Con il retributivo, ogni anno di versamenti fino a un tetto di 50mila euro vale il 2%. Al di sopra di questo tetto, c’è un decremento, che arriva fino allo 0,9%. Tale calo potrebbe essere più marcato.  

 

(Paolo Nessi)

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