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IL CASO/ Stipendi dei manager, un tetto può mandare "in rovina" la Svizzera

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In realtà, oggi la stragrande maggioranza delle aziende attive in Svizzera ha dislivelli salariali nettamente inferiori alla proporzione 1:12. L’iniziativa, d’altra parte, non farebbe aumentare di un centesimo il salario di chi oggi guadagna oggettivamente troppo poco (succede anche in Svizzera). Un occhio a queste cifre permette subito di afferrare che quello proposto è un approccio puramente ideologico, che ha poco a che vedere con la tradizione svizzera, vincente nell’odierno contesto internazionale di crisi.

Insomma, penso che fissare gli stipendi per legge non sia utile per l’intera economia e società nazionale. I salari sono fissati dalle aziende, in dialettica costruttiva (e quando necessario dura) con i sindacati, ma non dallo Stato. Del resto, i paesi in cui si è cercato di percorrere questa via sono in una situazione economica e sociale disastrosa. Meglio dunque restare con i piedi per terra. Il che non significa affatto abbandonare (o piuttosto escludere di intraprendere) una strada educativa che riporti le nostre società occidentali a un senso vero della giustizia e dell’equità sociale, basati sulla persona come valore guida e non sul denaro. Ma è una strada lunga, che ha poco a che fare con l’utopia.

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