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Lavoro

IL CASO/ Casa, lavoro, infanzia, sanità: la “mano” delle imprese che aiuta gli italiani

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All’interno del rapporto sono quindi presentati tanti esempi concreti di governance, organizzazione e sviluppo di strumenti innovativi che hanno coinvolto attori diversi, messisi insieme per rispondere più coerentemente ai bisogni emergenti a causa della crisi. Si descrive, ad esempio, come alcuni istituti bancari abbiano avviato promettenti iniziative di finanza sociale dedicata al Terzo settore, o come le Fondazioni di origine bancaria stiano realizzando numerose “azioni dimostrative” autonome per rispondere ai bisogni in modo innovativo, promuovendo modelli inediti di partnership fra attori pubblici e privati, istituzionali e non profit, locali e nazionali. O ancora come le aziende, specialmente quelle di grandi dimensioni, siano sempre più impegnate nella realizzazione di servizi di welfare da dedicare ai propri dipendenti, oppure come il settore assicurativo si stia impegnando per offrire prodotti adeguati alle nuove richieste di protezione avanzate dagli italiani.

Nel Rapporto è sottolineata anche l’intraprendenza di molti enti locali e alcune Regioni che, a fronte dei vincoli di bilancio imposti da Roma, hanno avviato percorsi virtuosi di riduzione degli sprechi, incremento dell’efficienza, sviluppo di nuove partnership con privati e Terzo settore per rispondere efficacemente alle necessità vecchie e nuove dei propri cittadini.

In quest’ottica, il Primo rapporto sul secondo welfare offre una preziosa base di partenza per avviare una riflessione strategica sulla trasformazione del modello sociale italiano, mettendo tuttavia in luce l’esigenza di ricerche più approfondite e sistematiche che possano orientare più efficacemente tale riflessione.

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