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Lavoro

RIFORMA PENSIONI/ Petriccioli (Cisl): ecco perché la mancata indicizzazione è un doppio errore

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C’è un’attenzione esasperata alla dottrina europea del rigore di bilancio. I conti devono essere in ordine, certo. Ma ci son altre vie.

 

Quali?

Oltre a rilanciare il Pil nella maniera in cui ho appena spiegato, è possibile ridurre significativamente la spesa pubblica improduttiva; mi riferisco al taglio delle società partecipate dai comuni e ai relativi Cda, alla riorganizzazione dei livelli istituzionali (a partire dal taglio delle Provincie) o all’accorpamento dei comuni con meno di 5mila abitanti. 60 miliardi di euro di spesa in forniture, inoltre, è inficiata - come ha più volte ribadito la stessa Corte dei conti - da corruzione. Questo, perché solo in Italia ci sono decine di migliaia di stazioni appaltanti, invece che poche decine.

 

Cosa ne pensa, invece, del prelievo di solidarietà sulle pensioni d’oro?

Sul fronte del diritto, eccepisco che la Corte costituzionale aveva obiettato l’illegittimità di un prelievo del genere, salvo l’ipotesi che le risorse fossero destinate all’interno della stessa spesa previdenziale. Ora, per quanto il reddito di cittadinanza rappresenti un nobile scopo, è evidente che non si possa definire spesa previdenziale. Il che, presta il fianco ad un nuovo pronunciamento contrario da parte delle Consulta.  

 

Ci dia la sua valutazione nel merito.

Aspetto di vedere la relazione di accompagnamento alla legge di stabilità. In ogni caso, aver abbassato la soglia di prelievo a 90mila euro potrebbe, verosimilmente, produrre un gettito che si aggira attorno ai 100-150 milioni di euro l’anno. È evidente che, con una cifra del genere, si può fare ben poco.

 

Intanto, si sono “dimenticati” di applicare il medesimo prelievo alle pensioni dei parlamentari.

Questo è inaccettabile. Specialmente in un contesto del genere, dove il divario tra la politica e i cittadini è sempre più ampio, e la partecipazione dei cittadini alla vita democratica sempre più bassa.

 

(Paolo Nessi)

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