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LAVORO/ Letta contro Grillo: il bonus giovani non è un flop

"Grillo fa disinformazione. Adesso torna a criticarmi sul Bonus Giovani, operativo dal primo ottobre e sul quale ci fu una polemica nel mese di giugno". Lo scrive Enrico Letta su Facebook

Enrico Letta (infophoto) Enrico Letta (infophoto)

"Come sempre più spesso gli capita, Grillo fa disinformazione. Adesso torna a criticarmi sul Bonus Giovani, operativo dal primo ottobre e sul quale già ci fu una polemica nel mese di giugno". Enrico Letta interviene su Facebook per rispondere al leader del Movimento 5 Stelle che ieri, sul suo blog, scriveva che "la tanto sbandierata misura che avrebbe dovuto garantire 200 mila assunzioni ha fallito miseramente, come qualunque persona di buon senso aveva previsto". Ebbene, annuncia il premier sul social network, "quella polemica è ancora viva e la versione del governo mai è stata smentita da alcun dato oggettivo. Allora Grillo, sul suo blog, fornì strumentalmente informazioni sbagliate - anzi, con tutta evidenza false - su quali dovessero essere i requisiti  per ottenere l'incentivo per i giovani. Obiettivo: semplicemente prendere in giro gli italiani e alzare il solito caos polemico. Un gioco buono solo a sollevare polveroni". Per tornare al Bonus, prosegue il presidente del Consiglio dalla propria pagina Facebook, "grazie ad esso ad ottobre 14 mila giovani hanno trovato lavoro. 14 mila. L'obiettivo finale dell'intero progetto, triennale, è di 100 mila giovani occupati. E il fatto che al primo mese si sia arrivati già al 14 per cento del totale è evidentemente un buon segnale". Secondo il capo del governo è inesatto anche quanto scritto ieri dal Corriere della Sera in un articolo in cui spiegava che il Bonus Giovani doveva servire per centomila posti ma sono arrivate appena 13 mila richieste. Questo, dice Letta, non è un flop: "Ho sempre detto e pensato che la lotta alla disoccupazione giovanile rappresenti il pilastro della nostra azione. Le difficoltà emersa dai dati relativi ai mesi precedenti all'avvio del Bonus confermano un disagio diffuso e preoccupante e rafforzano la convinzione che questa debba debba essere la priorità del governo e dell'intero Paese. Io non mollerò questa lotta - annuncia il presidente del Consiglio -.  E ciò  a dispetto del  disfattismo di chi pare non riuscire a non criticare chi cerca di agire e di fare le cose per bene, quasi solo per la soddisfazione di vedere le cose andare ancora peggio, oltreché per la necessità di caratterizzarsi solo e soltanto per contrasto".

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