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CUNEO FISCALE/ Treu: ecco perché rinviare il taglio è un errore

Per TIZIANO TREU, sostituire il taglio del cuneo con fondi ai poveri è un’alternativa molto negativa, in quanto il peso che grava sulle imprese è insostenibile e va ridotto quanto prima

Tiziano Treu Tiziano Treu

Un no a chiare lettere a un rinvio del taglio del cuneo fiscale in cambio di fondi per i più poveri. Viene da Tiziano Treu, compagno di partito del premier Enrico Letta, attualmente membro del Cnel e in passato ministro del Lavoro sotto i governi Dini e Prodi. Per Treu la riduzione del cuneo fiscale, per quanto rappresenti una misura simbolica, non si tocca in quanto ne va della ripresa della nostra economia. Di fatto il provvedimento contenuto nella legge di stabilità porta 14 euro in più al mese per i redditi al di sotto dei 55mila euro. Una misura che ha finito per scontentare un po’ tutti, tanto che il governo Letta starebbe pensando di cancellare il provvedimento, o quanto meno di rimandarlo. L’obiettivo sarebbe quello di stanziare i 5 miliardi di euro non più alla riduzione delle imposte sul lavoro ma alla spesa sociale per disoccupati, pensionati e detassazione degli straordinari.

Treu, lei come valuta l’ipotesi di questa strada alternativa?

La ritengo un’alternativa molto negativa, che sono certo non vada percorsa. Non mi sembra possibile abbandonare l’obiettivo della riduzione del cuneo per destinare più fondi alla spesa sociale. Entrambi sono obiettivi importanti ed è possibile raggiungere prima l’uno e poi l’altro. Io sono molto sensibile nei confronti di tutti e due, ne ho parlato anche con il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ma adesso non si può fare altro che tagliare il cuneo fiscale. Questa è la mia opinione.

Dare 14 euro in più al mese a ciascun lavoratore è davvero di aiuto?

Conosco tutti gli argomenti che sono stati portati avanti in proposito in questi giorni, ma io le ho detto la mia opinione. Si deve aumentare la riduzione del cuneo fiscale, cosa che si sta già facendo nella correzione della legge di stabilità. Occorre andare in questa direzione, incrementando la somma che va nelle tasche di ciascun lavoratore. E siccome poi il programma è a due-tre anni, l’anno prossimo affronteremo gli altri problemi come quello di destinare somme più sostanziose alla spesa sociale.

Perché ritiene che il taglio del cuneo fiscale vada privilegiato rispetto ad altre priorità?

Perché il peso del fisco sulle imprese è diventato intollerabile ed è fondamentale intervenire per dare un po’ di fiato sia alle imprese che al lavoro. Capisco che anche quello relativo alla spesa sociale sia un problema urgente, ma in questo momento la scelta che va fatta è quella di dare una spinta all’economia, e mi pare che questa rappresenti la misura prioritaria. Già alcune cose sono state fatte nei confronti delle persone a basso reddito, in quanto si sono rafforzati gli incentivi che le riguardano, c’è stato il rafforzamento della social card, ma in questo momento di più non si può fare.

Eppure per un anziano con la pensione minima anche pochi euro possono fare la differenza…