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Lavoro

IL CASO/ Stage, le regole che mettono fine agli "sfruttamenti"

I nuovi indirizzi regionali lombardi in materia di tirocini, spiega FRANCESCO SEGHEZZI, aiutano a riportare lo stage alla sua vera natura, con grande giovamento per i giovani

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Ancora qualche mese e le cose cambieranno, e non poco, per “la repubblica degli stagisti” lombardi. Nella giunta del 25 ottobre, infatti, la Regione ha approvato i “Nuovi indirizzi regionali in materia di tirocini” che, come vedremo, porteranno considerevoli novità nel loro funzionamento. Questi indirizzi sono stati richiesti dalle Linee Guida definite il 24 gennaio scorso dalla Conferenza Stato-Regioni, previste dalle legge Fornero n.92 del 28 giugno 2012. In primo luogo, è importante sottolineare che nei nuovi indirizzi il tirocinio è definito come “una metodologia formativa ovvero una misura di politica attiva finalizzata agli obiettivi dell’orientamento, dell’occupabilità e dell’inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro” e non come rapporto di lavoro. Ribadire la natura del tirocinio è importante, perché consente di evitare alcune discussioni o critiche che sarebbero opportune qualora si trattasse di un contratto di lavoro.

Chiarita la definizione si passa alla suddivisione nelle due tipologie di tirocini: il tirocinio extracurriculare e quello curriculare. La prima tipologia è a sua volta suddivisa principalmente in tirocinio “formativo o di orientamento” e tirocinio di “inserimento e/o reinserimento al lavoro”. Il tirocinio formativo è quello indirizzato ai neolaureati entro 12 mesi e ha la funzione di agevolare il periodo di transizione scuola-lavoro, mentre la seconda tipologia intende aiutare i disoccupati e inoccupati a riaccedere nel mercato del lavoro. I tirocini curriculari sono invece indirizzati agli studenti di istituti secondari superiori, università, master e dottorati che intendono usufruire di questa modalità formativa per “l’acquisizione degli obiettivi di apprendimento specifici del percorso stesso”.

La valorizzazione dell’alternanza scuola-lavoro mediante i tirocini curriculari è uno degli elementi importanti di questi nuovi indirizzi - come ha commentato Michele Tiraboschi su Il Sole 24 Ore definendo gli indirizzi lombardi come un Testo Unico dei Tirocini - in particolare perché l’utilizzo del tirocinio non come mero strumento ma come metodologia formativa è un passo in avanti per scardinare una concezione separatista di sapere pratico e sapere teorico. Se infatti il tirocinio è una modalità per l’acquisizione degli obiettivi presenti nei piani di studio degli studenti, esso è sostanzialmente parificato alla normale didattica frontale.