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Lavoro

Tutti licenziabili ma col paracadute

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3) Apprendistato professionalizzante: occorre renderlo davvero competitivo con gli stage e maggiormente fruibile dalle imprese. Innanzitutto rivedendone la progressione economica dello stipendio (partendo da un minimo del 25% il primo anno, passando al 50% il secondo, al 75% il terzo, per arrivare al 100% al quarto anno, quello della stabilizzazione). Poi azzerando i contributi sociali per tutti i 4 anni. E rendendo possibile il recesso in qualsiasi momento, dietro pagamento del severance cost, definito per legge. Sapendo che le percentuali di stabilizzazione da rispettare, introdotti dalla Riforma Fornero, aiuteranno a evitare gli abusi.

4) Servizi al lavoro: oltre all’auspicata introduzione del servizio di ricollocazione obbligatorio a carico delle imprese che dovessero licenziare propri dipendenti, dal 2014, con il voucher della garanzia giovani operante, chi si trovasse nella situazione di gestire un’interruzione non voluta del percorso di apprendistato, avrebbe subito un servizio di presa in carico e di reinserimento nel mercato del lavoro da parte delle agenzie per il lavoro. L’adozione di 2 misure (outplacement obbligatorio in cambio della liberalizzazione dei licenziamenti individuali e garanzia giovani) introdurrebbero nel Paese quel sistema di politiche attive del lavoro ormai non più rimandabile, fondamentale per affrontare le sfide che abbiamo di fronte.

Solo se accompagnati da queste riforme radicali gli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato di giovani, stanziati dal Governo Letta, potranno fruttare veramente!

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