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PARTITE IVA/ La denuncia della Cgia: è crollo, se ne sono perse 400mila dal 2008

Dal 2008 a oggi circa 40mmila lavoratori autonomi hanno cessato le attività chiudendo le loro partite Iva. Ecco nel dettaglio la denuncia di questo fenomeno allarmante

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In 400mila lavoratori, dal 2008 a oggi, hanno chiuso la loro partita Iva. Lo dice la Cgia di Mestre che sottolinea la drammaticità della situazione. I dati snocciolati aiutano a entrare nel dettaglio della situazione: ogni cento lavoratori autonomi, 7,2 hanno chiuso l'attività. Una diminuzione pari al 6,7% del totale. Spiega cosa significa tutto questo il segretario Giuseppe Bortolussi: "A differenza dei lavoratori dipendenti quando un autonomo chiude l'attività non dispone di nessuna misura di sostegno al reddito". Inoltre, dice ancora, chi ha la partita Iva non ha alcuna indennità da disoccupazione, nessuna cassa integrazione. Rimangono, dice, i debiti da pagare e un futuro a rischio. La crisi, dice ancora Bortolussi, ha colpito maggiormente i lavoratori autonomi che quelli dipendente: "Se in termini assoluti la platea dei subordinati ha perso ben 583.000 lavoratori, la variazione percentuale, invece, è diminuita solo del 3,3 per cento, mentre l'incidenza percentuale della perdita dei posti di lavoro sul totale della categoria si è fermata al 3,5 per cento. Tassi, questi ultimi, che sono meno della metà di quelli registrati dai lavoratori indipendenti". Si tratta di commercianti, contadini e artigiani: gli agricoltori in particolare hanno perso 357mila unità, cioè il 9,9%. Colpiti ovviamente anche gli imprenditori: meno 37mila unità. Solo liberi professionisti o soci di cooperative hanno avuto un aumento. Dal punto di vista geografico è il Nordovest la zona d'Italia più colpita da questo fenomeno.

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