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ARTICOLO 18/ Gutgeld: col contratto "flessibile" di Renzi più lavoro per i giovani

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Nell’attuale situazione i giovani vanno avanti con contratti di sei mesi in sei mesi. Il contratto a tempo indeterminato è riservato a chi è molto richiesto e ha una professionalità particolare. La distorsione è dunque già nelle cose e riguarda la distinzione tra contratti stabili e contratti precari. La realtà in cui i nostri giovani si trovano a lavorare è un Far West che non garantisce nulla. La risposta di Renzi dunque è agli antipodi del diminuire i diritti dei lavoratori. Al contrario, li si va ad aumentare. Il tempo indeterminato non si tocca, e nello stesso tempo si va a dare un’alternativa al precariato.

 

Fino a che età si introdurrebbe questo contratto “indeterminato-flessibile”?

Renzi non si è mai addentrato in dettagli di questo tipo, il suo scopo è lanciare un’idea e poi lasciare che la politica ne discuta.

 

Quali sono le altre proposte di Renzi per quanto riguarda la riforma del lavoro?

Tra gli appunti che Renzi non manca mai di fare c’è la necessità di semplificare il Codice del lavoro e il rilancio dei Centri per l’impiego. Dobbiamo prendere atto che i centri per l’impiego oggi non funzionano, in quanto intermediano tra il 3% e l’1% dei contratti di lavoro, contro il 20% dell’Inghilterra, hanno professionalità inadeguate e non sono collegati in modo inappropriato al mondo del lavoro. Occorre inoltre intervenire sul sistema complessivo di formazione professionale, che oggi spesso lavora più per i formatori che per gli studenti.

 

(Pietro Vernizzi)

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