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Lavoro

LETTERA/ Sciopero e protesta, ecco perché i sindacati non sono come i forconi

In questa settimana il mondo sindacale è stato sollecitato da più parti (anche dalla politica), proprio quando è in atto la protesta dei forconi. Il commento di DANIEL ZANDA

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Caro direttore,

In questa settimana il mondo sindacale è stato sollecitato da più parti. I due segretari eletti, Matteo Renzi e Matteo Salvini, nel loro discorso di insediamento hanno invitato il sindacato a intraprendere una strada di cambiamento. Sicuramente una riflessione sul tema del rinnovamento anche il sindacato deve farla, ma non perché lo indica la politica (si potrebbe scrivere un libro dei cambiamenti sempre annunciati ma mai realizzati dai partiti), bensì perché è la realtà che lo impone. Se poi anche il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, interviene dicendo che occorre ripensare lo strumento dello sciopero generale, allora forse può essere il momento giusto per il sindacato.

Quando il segretario della Cgil dice che lo sciopero non coinvolge più il popolo di un tempo, è perché sempre più disoccupati si aggregano, mentre i lavoratori con contratti a termine difficilmente aderiscono alla mobilitazione, per non parlare delle partite Iva e dei parasubordinati. Inoltre, in un momento di crisi dura e persistente, perdere la giornata o la mezza giornata di lavoro diventa economicamente drammatico. Infine, soprattutto per la natura politica dello sciopero generale, non si colpisce direttamente il sistema politico (al fine di modificare determinate scelte), ma a subirne gli effetti sono soprattutto le imprese, che in questo momento soffrono quanto gli operai.

Non possiamo però confrontare questa riflessione con quello che nelle piazze sta accadendo con il movimento dei forconi: soggetti che non rappresentano nessuno, senza una proposta reale ma con il solo intento di fare protesta in modo sterile. Qui è in gioco il sistema della rappresentanza, perché è necessaria una rappresentanza chiara ed evidente, che non scivoli via o si dissolva in pochi giorni. Occorre denunciare un’appartenenza, perché senza appartenenza e senza compagnia reale, intelligente e critica non potrà mai esserci un cambiamento.


COMMENTI
15/12/2013 - sindacati e ass. di categoria (Diego Perna)

Magari non ci crederete. Per essere iscritti ad una ass. di categoria, ad es. Cna o Confartigianato, bisogna pagare una quota di circa 300 euro annui. Ovviamente non se ne ha nessun servizio, almeno per me é sempre stato cosï, tranne molti anni fa. La rata é versata tramite f24 insieme alla contribuzione Inps. Allora io ho fatto l' anno scorso, una raccomandata, seguendo le istruzioni, per disassociarmi e non versare piú la quota anche a causa di fatturati inesistenti. Bene non ci crederete, ripeto, non so come sono risultato iscritto ad un' altra associazione. Qui non dirò né quale confederazione né quale cittá, anche perché sporgeró denuncia visto che non mi sono iscritto a nessun' altra associazione Credo peró non essere l' unico a pagare, anche non essendomi iscritto, quote sindacali o associative per non avere comunque niente in cambio. So anche che non gliene frega niente a nessuno, anzi saró preso per millantatore. Buona Serata