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RIFORMA PENSIONI/ Del Conte (Bocconi): esodati e Inps, si continua a navigare a vista

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È molto difficile poter dire, adesso, in che condizioni versino effettivamente le casse dell’Inps. Il loro stato di salute, infatti, dipende dal livello di occupazione e dai contributi versati anno per anno. Le proiezioni sono state fatte sul lungo periodo, assumendo che nei prossimi anni ci sia la crescita. Questa, tuttavia, potrebbe non esserci. Il meccanismo che contempla la raccolta contributiva e il versamento della prestazione potrebbe saltare. Senza crescita, quindi, i conti di oggi potrebbero rivelarsi sbagliati, mentre il buco potrebbe rapidamente ricrearsi.

 

Il governo ha promesso che darà vita alla busta arancione. Crede che sia la volta buona?

Francamente, non mi pare così complicata da mettere a punto. C’è da sperare, quindi, che agli annunci corrispondano misure concrete. Si tratta, infatti, di una misura fondamentale, dal momento che la continuità contributiva dei lavoratori italiani, specie di quelli più giovani, è fortemente a rischio.

 

Cosa intende dire?

Il mercato del lavoro è ormai fisiologicamente spezzettato. Ciò significa che, nell’arco di una vita lavorativa, possono esserci dei buchi, momenti di disoccupazione, fasi in cui si guadagna di più o di meno, o in cui non sono percepiti i contributi. Il rischio, è di arrivare all’età pensionabile con un assegno esiguo, o addirittura senza essere riusciti a raggiungere i requisiti contributivi. La busta arancione, quantomeno, consentirebbe di monitorare costantemente la propria situazione e, eventualmente, di capire in che maniera intervenire.

 

(Paolo Nessi

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