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SCENARIO/ Bonanni (Cisl): Renzi ha il coraggio di sfidare banche e assicurazioni?

Raffaele Bonanni (Infophoto) Raffaele Bonanni (Infophoto)

Anche qui. La Cisl ha fatto battaglie affinché gli intermediari privati avessero più spazio. Renzi più che parlare in generale dei sindacati, deve fare dei distinguo e deve portare il suo partito su posizioni più moderne. Ma come e con chi vorrà fare questo? Sarà capace di costruire un blocco di alleanze in grado di trascinare in avanti una realtà italiana statica che ha prodotto questa crisi senza precedenti? Perché la crisi certamente viene da fuori, ma in gran parte è il frutto di scelte storiche sbagliate e ritardate.

 

In questi giorni Renzi ha incontrato Landini, Susanna Camusso ha dichiarato che “di scioperi generali ne abbiamo già fatti molti, ora bisogna sperimentare forme di protesta non esclusive”. La Cgil sarà capace di cambiare?

Mi fa molto piacere che dalla Cgil arrivino questi segnali, ma ricorderei che per questioni legate allo sciopero ne abbiamo subite di tutti i colori. Sin dall’inizio della crisi avevamo annunciato che non avremmo fatto scioperi, perché in crisi costano di più per i lavoratori e si fa danno alle imprese che già sono in grande difficoltà. Su questo si sono uniti in coro definendoci “sindacati gialli”, definendoci in tutti i modi “non consoni”, quando invece avevamo un atteggiamento molto responsabile e molto riformista. Che oggi qualcuno riveda le sue posizioni mi fa molto piacere, ma ricorderei la fatica e la responsabilità di molti sindacalisti di buona volontà. Molti politici e molti media condividono le responsabilità di scelte mancate, in momenti in cui bisognava prendere posizioni chiare su fatti ordinari ma non si è voluto.

 

Letta ha parlato di forme di partecipazione dei lavoratori all’azionariato di Poste italiane. È questa la partecipazione che di cui ha sempre parlato la Cisl?

Per noi la partecipazione significa partecipazione agli utili e partecipazione azionaria, a carattere non individuale ma collettivo, e anche a scelte dell’azienda. Letta ha raccolto il nostro appello: quando è intervenuto al nostro congresso, ha detto “credo che siamo pronti a fare ciò che chiedete”. Che oggi abbia dato un’indicazione del genere è assolutamente un fatto storico.

 

(Giuseppe Sabella)

 

In collaborazione con www.think-in.it

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