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ARTICOLO 18/ Ichino: con l’indennizzo "graduale" il job act di Renzi può funzionare

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

La mia proposta non tocca la disciplina dei rapporti di lavoro stabili già costituiti, ma soltanto quelli futuri, per i quali la protezione disposta dall’articolo 18 è comunque una prospettiva molto improbabile.

 

I contratti possono essere modificati in modo da favorire effettivamente l’assunzione dei giovani?

Una modifica utile per rimuovere un disincentivo all’assunzione è quella di cui abbiamo appena parlato. Poi, occorre una riduzione drastica del cuneo fiscale e contributivo. Il progetto presentato dai senatori di Scelta Civica, che reca la mia prima firma, mostra come si può coprire questa rilevante riduzione di gettito.

 

Più in generale, senza crescita, ha senso parlare di ulteriori modifiche alla disciplina che regola il mercato del lavoro?

Le imprese italiane oggi operano in una condizione di incertezza gravissima circa il futuro anche a breve termine: la più grave dell’ultimo secolo. Se vogliamo che esse possano attivare il maggior numero possibile di rapporti di lavoro, in modo da aumentare il più possibile gli effetti della incipiente ripresa economica, dobbiamo offrire loro, in via sperimentale per un paio d’anni, la possibilità di utilizzare un contratto di lavoro a tempo indeterminato regolare più snello e flessibile e meno costoso.

 

Secondo lei, come si svilupperanno i rapporti tra la Cgil e il Pd di Renzi?

Se il neo-segretario del Pd mantiene il proprio impegno, sarà un rapporto di rispetto reciproco, ma anche di indipendenza reciproca. Il che potrà anche portare a divergenze e critiche reciproche. In altre parole, verrà tagliato il cordone ombelicale che fin qui è rimasto operante tra la Cgil e il Pd. Magari anche a vantaggio di rapporti un po’ più cordiali con Cisl e Uil; ma anche qui con la necessaria distinzione di ruoli e di criteri fondamentali di decisione. Se invece Renzi non riuscirà a mantenere il proprio impegno, il Pd avrà perso una grande occasione per diventare davvero un partito democratico moderno.

 

(Paolo Nessi)

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