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IL CASO/ Le "indagini" che spiegano a che servono i sindacati

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Infatti, oltre alla più conosciuta triplice Cgil, Cisl e Uil, vi sono molte altre sigle, concentrate in settori diversi e meno trasversali delle tre citate, che hanno poteri molto estesi (pensiamo alla Fabi maggioritaria tra i bancari o allo Snals, molto radicato nella scuola); l’elenco potrebbe continuare anche in questo caso, dal potente e unitario sindacato dei giornalisti ai tanti sindacati dei medici (di famiglia, ospedalieri, di singoli settori professionali, ecc.) e via di questo passo.

Il lettore potrebbe domandarsi a questo punto dove si vuole andare a parare ovvero che cosa si vuole dire o a cosa ci si vuole riferire: in poche parole, chi si vuole difendere e chi si intende attaccare. Domanda legittima e opportuna: si intende semplicemente affermare che occorre evitare di fare di tutta l’erba un fascio, in quanto la realtà non è fatta solo dalle cose note o che i media ci fanno vedere.

Vi è una realtà di decine di migliaia di delegati sindacali nei luoghi di lavoro, appartenenti a organizzazioni diverse, che assumono e incarnano questo ruolo gratis, senza avere riconoscimenti o benefit aziendali e retributivi, che si intestano azioni e spesso qualche rischio solo per contribuire a rappresentare altri colleghi e colleghe nei confronti di management e datori di lavoro. Così come ci sono migliaia di consiglieri comunali e assessori, consiglieri di circoscrizione e di comitati di quartiere, membri di associazioni di rappresentanza di diverso orientamento e specificità, tutti accomunati da un mandato elettivo e di rappresentanza, che viene esercitato senza un formale tornaconto personale e che si sentono messi sulla “berlina del cambiamento”.

Ecco dove si vorrebbe andare a parare ovvero la necessità di indagare meglio e di più la realtà, in quanto si ha la sensazione che questo tessuto sociale, politico ed economico (è politica economica l’azione sindacale e di rappresentanza in generale), non sia adeguatamente preso in considerazione, salvo in taluni episodi patologici e di scandalo, di scostamento dagli obiettivi sociali proclamati. È un invito a indagare, a vedere meglio e di più, non per salvare tizio o caio, quelli non conosciuti da quelli conosciuti: si tratta di ampliare il raggio d’azione, attraverso interviste ad antenne sensibili, facendo parlare protagonisti e “comparse con ruolo”, dando voce non solo a disagi e incertezze, ma anche alla tanta responsabilità in azione da parte di singoli e singole che sentono di dover essere così nei luoghi dove sono, operano e lavorano.

Ma non è per questi santi minori che, ad esempio, va avanti la scuola in Italia? Non è per sacerdoti, suore e volontari (credenti e non credenti) che si accolgono migliaia di persone (giovani, anziani e bambini) in affanno e in bisogno di tutto? E gli ospedali come vanno avanti di notte e nelle feste comandate? L’invito è a non dare per scontato nulla e di chiamare sempre le cose per nome e per cognome.

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COMMENTI
23/12/2013 - Domanda. (luciano dario lupano)

Perchè adesso che ci sono al Governo i "migliori"(PD) non organizzano piu' alcun scioperino mentre quando c'era il Male di tutti i Mali era una pantomina inconcludente continua a go go? A quando Landini, Camusso e compagnia ciarlante entreranno in Parlamento come tanti predecessori? Da fine Anni Sessanta i Sindacati, con l'appoggio della piu' bieca Sinistra che ha tradito gli ideali sociali di base, hanno distrutto cio' che avevano realizzato quelli che con le pezze al sedere ma con una gran voglia di migliorare il proprio stato economico e sociale venivano chiamati, allora, i Cinesi d'Europa! L'etica del Lavoro è andata a farsi benedire, disdicevole svolgere certe attivita', e ora sono tutti Dottori disoccupati e ricattabili! Ovviamente per il figliolo di Nonna Pina in arte Cancellieri e similari non c'è bisogno dei Signori Sindacati. alla faccia dei grulli!