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Lavoro

RIFORMA PENSIONI/ La battaglia che la Cgil ha sepolto nel silenzio

Susanna Camusso (Infophoto)Susanna Camusso (Infophoto)

In una fase in cui i partiti non sembrano essere più un’efficace ed efficiente cinghia di trasmissione tra società civile e politica, si porrebbe al centro di un vero scambio politico per un’effettiva spending review in nome della difesa della non-discriminazione, della tutela del salario (anche differito) e del risparmio e di una riduzione delle spese improduttive, iniziando dal cumulo degli incarichi e dai maxi-compensi. Potrebbe chiedere di avere un ruolo in detta spending review.

Perché, al di là di qualche protesta di Susanna Camusso, la Cgil tace? Già adesso soltanto un giovane lavoratore su dieci si iscrive a un sindacato (e 0,3 su dieci alla Cgil). Ci sono ragioni nobili, come si è riassunto, ma anche solo per motivi opportunistici la Cgil avrebbe convenienza a prendere una posizione netta contro quello che uno specialista ha definito un vero e proprio “obbrobrio previdenziale”.

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