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Lavoro

PENSIONI/ Quindicenni “salvi”. Poli (Scelta civica): il vero problema sono i “silenti” e gli esodati

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Migliaia, se non addirittura centinaia di migliaia di persone nel corso della loro esistenza lavorativa hanno versato i contribuiti, senza tuttavia riuscire a raggiungere il requisito dei 15 anni. Costoro non riceveranno pensione, ma non avranno nemmeno indietro i soldi che hanno versato. Si tratta di risorse sconosciute, milioni di euro che hanno ingrassato le casse dell’Inps, e che queste persone non vedranno mai più. Questi sono i veri contributi silenti e su questo fronte dovremo impegnarci nella prossima legislatura.

Come giudica, invece, la salvaguardia di circa 140mila esodati?

Un buon risultato, ma tutt’altro che sufficiente. Non rispettare l’accordo di un lavoratore stipulato con la propria azienda, con i sindacati e con lo Stato, rappresenta la fine dello Stato di diritto e di tutte le garanzie democratiche. Quindi, al di là delle difficoltà tecniche che si incontreranno, il problema andrà definitivamente risolto. Credo che non sia accettabile che, nel 2012, con tutti gli strumentini cui disponiamo, ancora non siamo in grado di avere un numero certo. Nonostante esistano le sedi territoriali Inps, le associazioni territoriali degli imprenditori o i centri per l’impiego provinciali. Non appena il governo si accorse dell’errore, avrebbe dovuto dare a questi soggetti l’ordine di fornire l’elenco dettagliato, entro 60 giorni, di tutti coloro che avevano stipulato quelle intese, a livello collettivo o individuale, nonché di tutti gli accordi e i contratti depositati.

Perché tutto ciò non è ancora stato fatto?

Perché abbiamo uno Stato  obsoleto, e i suoi organismi non sono in grado di rispondere alle esigenze che riuscirebbe a esaudire un qualunque Paese moderno. A cosa servono, del resto, tutte le tecnologie informatiche di cui disponiamo? Guardi, non c’è ragione per la quale ancora non sia stato compilato un elenco digitalizzato. 

 

(Paolo Nessi)

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