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IL CASO/ Tre idee per combattere la disoccupazione a “costo zero”

Il prossimo governo dovrà cercare di combattere la disoccupazione senza però poter contare su molte risorse. FRANCESCO GIUBILEO ci spiega come può fare agendo sui Centri per l’impiego

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In questo momento milioni di giovani senza esperienze significative rappresentano il nocciolo duro della disoccupazione in Italia. La loro ricerca di lavoro è costantemente segnata dal fallimento e ben presto il loro status passerà da forze lavoro in cerca di lavoro a “inattivi scoraggiati” o peggio in “NEET”, ovvero in soggetti che non studiano, non lavorano e che in Italia passano quasi tutto il tempo davanti alla TV.

Verso questi soggetti l’unico ammortizzatore sociale è la famiglia, che è sempre più in difficoltà nel mantenere questo ruolo attivo. Mentre modesto, se non inesistente, è il ruolo ricoperto dall’attore pubblico, dove cattiva gestione e soprattutto poche risorse hanno prodotto alcuni tra i più inefficienti Servizi pubblici per l’impiego in Europa.

Siamo onesti, Il prossimo Governo difficilmente sarà in grado di utilizzare risorse per migliorare questa specifica voce di spesa pubblica: sviluppo, esodati, debito pubblico, istruzione, reddito minimo, ecc. sono problemi prioritari per le prossime leggi di stabilità e pertanto scordiamoci eventuali risorse per le politiche attive del lavoro. Eppure qualcosa per migliorare il collocamento dei disoccupati senza incidere nella spesa pubblica è possibile farlo.

Innanzitutto i Centri per l’impiego sono ormai un surrogato di una macchina esclusivamente amministrativa, ovvero la sola registrazione dei disoccupati pregiudica tutte le altre attività di questi uffici. In questo caso, su scala nazionale, come in altri paesi europei o di altri comparti della spesa pubblica, si potrebbe attivare un “numero verde” che espleti tutte quelle pratiche amministrative, in modo da liberare risorse per svolgere servizi alle imprese volti al ricollocamento dei soggetti disoccupati.

Infatti, proprio i servizi alle imprese sono l’attività più importante da realizzare nei Centri per l’impiego, in quanto risulta banale che senza la creazione di una rete di contatti, frutto di una costante attività di marketing territoriale verso le aziende più attive nel mercato del lavoro, questi uffici rischiano di risultare solo un contenitore di curriculum inutilizzati. Accanto al numero verde e al potenziamento dei servizi alle imprese, per aiutare i giovani disoccupati è necessario dotare i Centri per l’impiego di eccellenti esperti nella progettazione, in grado di far accedere il più alto numero di persone ai fondi comunitari.