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L’INTERVISTA/ Treu (Pd): vi spiego perché Fornero e articolo 18 non si toccano

Tiziano Treu (Infophoto) Tiziano Treu (Infophoto)

Va attuata qualche ulteriore semplificazione di questa forma contrattuale, che in tutti i Paesi è lo strumento più importante per fare passare i giovani dalla scuola al lavoro. La riforma Fornero ha permesso un miglioramento, ora si può ancora rafforzare lo strumento perché diventi veramente come in Germania una strada maestra per i giovani. Si possono inoltre semplificare le definizioni della legge Fornero su contratti a progetto e partite Iva, che sono un po’ pasticciate. E, sesto punto, bisogna realizzare un progetto straordinario per l’occupazione giovanile e per quella femminile.

 

Lei è d’accordo con il Piano per il Lavoro della Camusso?

 

Alcune delle mie sei proposte sono contenute anche nel Piano della Camusso, soprattutto per quanto riguarda la rappresentatività del sindacato e gli ammortizzatori, e in parte la partecipazione dei lavoratori nell’impresa. Da parte del segretario della Cgil c’è però un eccesso di statalismo, inteso come fiducia nelle potenzialità della spesa pubblica, che in un momento come quello attuale non è certo il modo giusto per creare lavoro.

 

Che cosa ne pensa invece delle proposte di Pietro Ichino per giovani, donne e over 50?

 

Ichino ha solo presentato una variazione su un tema di cui si discute da molto tempo. Ma a questa domanda specifica i rifiuto di rispondere, semmai le posso dire che cosa ne penso del programma della Lista Monti.

 

Prego.

 

Il programma della Lista Monti pone troppa poca enfasi sugli ultimi due punti che le ho esposto prima, soprattutto per quanto riguarda i giovani e le donne, e non parla affatto della partecipazione dei lavoratori. Non condivido inoltre la rimessa in discussione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sui licenziamenti, di cui abbiamo parlato per 20 anni, ed è proprio una delle cose su cui all’inizio ho detto che non bisogna ricominciare da capo.

 

(Pietro Vernizzi)

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