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Lavoro

IL CASO YAHOO/ La "boss" incinta che smonta il lavoro delle donne

Marissa Mayer, Ceo di Yahoo! che era incinta quando ha assunto l’incarico, vuole che ora tutti i dipendenti lavorino in ufficio, anche le donne. Il commento di PAOLA LIBERACE

Marissa Mayer (Infophoto)Marissa Mayer (Infophoto)

Telelavoro archiviato: dipendenti che lavoravano in uffici indipendenti, o addirittura da casa, invitati a rientrare nelle sedi dell’azienda, o in alternativa ad accomodarsi gentilmente all’uscita. Non succede in una piccola impresa manifatturiera del nord-est, e a decretarlo non è stato un imprenditore nostrano, un padre-padrone vecchia maniera: è Marissa Mayer, CEO di Yahoo!, arrivata al vertice dell’impresa della Silicon Valley al terzo mese di gravidanza - dopo una brillante carriera in Google -, che sembra ora smentire i cantori della leadership femminile.

La decisione di riportare i dipendenti tra le mura aziendali è stata giustificata dal direttore del personale con la necessità di favorire il lavoro di squadra attraverso la vicinanza fisica, sottolineando che “velocità e qualità del lavoro sono spesso sacrificate quando si opera da casa”. Esattamente il contrario non solo di quanto ci si aspetterebbe da un’impresa innovativa, nata ai tempi della New Economy e tra le più importanti realtà della tecnologia e della comunicazione mondiali; ma di quanto dimostrano dati ed esperienze ormai largamente diffusi, a partire dalle statistiche sulla produttività inversamente proporzionale alla presenza in ufficio.

“Ma la Mayer non è aggiornata su telelavoro misto e flessibilità a 360°?” si è domandata Anna Zavaritt, giornalista e blogger de Il Sole 24 Ore esperta di conciliazione: si tratta di temi sui quali tradizionalmente si assume che le donne, e le madri in particolare, siano più sensibili. Eppure, a quanto pare, il fatto di essere donne non basta, se - come sostiene Zavaritt - quando si raggiunge il vertice delle imprese i modelli di gestione, di organizzazione, di comportamento restano quelli consolidati, propri del management maschile - anzi, maschilista.

Un elemento di riflessione in più, per i sostenitori delle quote rosa: la semplice presenza di donne, ancor più se nei Cda invece che all’interno del management, non garantisce affatto in termini di impegno per la conciliazione, la flessibilità, il reale cambiamento organizzativo. La blogger Valentina Stella (www.bellezzarara.it) ricorda di aver espresso qualche perplessità, quando la scelta per il nuovo CEO cadde su Mayer: il fatto che fosse incinta poteva certamente rappresentare un buon segnale, ma in pari tempo significava che si trattava di una donna fino a quel momento senza figli, estranea alle problematiche delle madri lavoratrici e ai dilemmi della scelta tra famiglia e lavoro.


COMMENTI
01/03/2013 - Infatti... (Sara Greco)

...Guarda il commento della rivista Forbes, che definisce questa mossa un 'fallimento EPICO': http://www.forbes.com/sites/petercohan/2013/02/26/4-reasons-marissa-mayers-no-at-home-work-policy-is-an-epic-fail/