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ESODATI/ I "quindicenni" sono salvi… sulle spalle di Paolo

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La vicenda finisce per allungare la lista dei salvaguardati dalle ultime riforme delle pensioni: dopo gli esodati e i ricongiungimenti onerosi, di cui scrivevo in un precedente articolo, adesso si sono aggiunti i babypensionati. Poco per volta, come scrivevo, in tanti sono stati preservati dalle nuove e più stringenti riforme delle pensioni. In tanti, con un’unica e sola eccezione: i più giovani. Nella puntata precedente eravamo rimasti a 11 miliardi di euro di risparmi cancellati e rimessi a carico dei più giovani; il dato adesso va aggiornato, anzi raddoppiato. Intanto, nulla da temere: a pagare resterà sempre e solo Paolo.

 

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COMMENTI
07/02/2013 - Grazie per la doverosa risposta (Giuseppe Crippa)

Prendo atto con piacere che Paolo (la persona in cui si rivede Daniele Cirioli) ammetta che i “quindicenni” sono cosa diversa rispetto ai babypensionati (termine ormai considerato offensivo dalla gran maggioranza degli italiani, esasperati dal vedere assegnate pensioni immediatamente erogate a politici eletti per una legislatura o a dipendenti statali poco più che quarantenni) e che consideri giusto il loro diritto alla pensione. Da parte mia concordo con lui che questo sistema pensionistico penalizzi i giovani ed è per questo che non mi sono lamentato quando l’adeguamento all’inflazione della mia pensione è stato bloccato dalla professoressa Fornero col primo atto della sua azione di governo. Se in futuro sarà possibile prendere provvedimenti che rendano migliore il trattamento pensionistico di Paolo ne sarò molto lieto (ma purtroppo penso che nessun governo possa, prima ancora che voglia, fare qualcosa nel merito…)

 
06/02/2013 - Articolo Daniele Cirioli i Quindicenni (Angela Sala)

Nn corretto dire che le pensioni delle quindicenni sono baby pensioni, noi abbiamo maturato 15/19 anni ante 1992 chi lavorando chi con contributi volontari tutelati dalla legge Amato e che riforma Fornero ci ha tolto, per cui nn ci è stato concesso un privilegio ma un diritto a noi dovuto.Altre sono le baby pensioni come quelle dei politici con una sola legislatura,ex dipendenti statali in pensione a 45/50 anni,ex dip.Enel,ex Telecom noi andremo a 66 anni oltre,lei definisce baby pensione questo? Legga qui: http://www.oltremedianews.com/14/post/2013/0...i-vecchiaia.html dichiarazione resa da comitato esodati e mi auguro che rettifichi il suo articolo onde evitare il diffondersi di notizie nn corrsipondenti alla verità. Grazie.

 
06/02/2013 - Articolo non riportante notizie esatte (Angela Sala)

Paragonare le pensioni delle "quindicenni" con le baby pensioni è scorretto, noi siamo donne e uomini che hanno maturato i 15/19 anni di contributi ante 1992 chi lavorando chi con contribuzione volontaria tutelati dalla legge Amato e che la riforma Fornero aveva tolto x sempre tale diritto lasciandoci senza pensione. A noi non è stato concesso un privilegio ma ci è stato restituito un diritto dovuto,le baby pensioni sono quelle concesse già alla sola età di 45 e 50 anni agli ex lavoratori statali,dai politici in pensione con solo una legislatura, ai ex dipendenti Enel e Telecom,noi andremo in pensione a 66 anni e più e che già tante volte abbiamo visto innalzare il requisito anagrafico,per lei questo è baby pensione? Mi auguro delle scuse da parte sua e che corregga tali imprecisioni. Qui trova le vere notizie :http://www.oltremedianews.com/14/post/2013/0...i-vecchiaia.html Grazie!

 
06/02/2013 - Doverosa risposta 2/2 (Daniele Cirioli)

Nell’articolo miro a evidenziare i vari insuccessi della riforma Fornero rispetto al fine dichiarato di “equità intergenerazionale”: è mio parere che a pagarne di più le spese sono sempre e solamente i giovani. A tal fine, perciò, prendo in esame tre situazioni: esodati, ricongiunzioni e, appunto, i “quindicenni”. Tre casi che, ritengo, andassero trattati in maniera diversa da come ha fatto Fornero per far sì che i giovani “pagassero” meno il costo della riforma. Sono stato (e resto) contrarissimo alle correzioni fatte su esodati e ricongiunzioni; meno contrario sono sulla salvaguardia estesa ai “quindicenni”. Se non altro perché è una deroga sopravvissuta a 15 anni di riforme e, dunque, ormai strutturale. Per una settimana, altrove, ho scritto in difesa di questa loro posizione, rivendicando il loro diritto ad essere riconosciuti per evitare di finire nel calderone dei contributi silenti. Ma sul fatto che gli errori del passato (e, ahimè! anche quelli di oggi)stiano tutti sulle spalle di Paolo, cioè sui giovani, è questa una convinzione su cui non arretro minimamente. Disponibilissimo ad ascoltare qualcuno che provi il contrario. Grazie.Daniele Cirioli

 
06/02/2013 - Doverosa risposta 1/2 (continua) (Daniele Cirioli)

Rispondo ai commenti, tutti molto critici, nel tentativo di chiarire meglio e, soprattutto, sperando di strappare l’accondiscendenza su ‘Paolo’ che, appartenendo ai nuovi ultimi (i giovani), altro non fa che difendersi dal quotidiano legiferare, spesso più prono a preservare il passato che ad investire sul futuro. Non ritengo offensivo il termine “babypensionato”: se qualcuno ha potuto godere di un sistema pensionistico più di altri lo ha fatto nel rispetto della legge, nonostante quella legge (o meglio la decisione politica che sta alla base) si sia poi rivelata disastrosa. Dunque ho usato quel termine come un modo per evidenziare, enfatizzare, la possibilità offerta ad alcuni di accedere alla pensione con requisiti ridotti e ancora con un vecchio sistema di calcolo della pensione, quello retributivo, notoriamente più conveniente di quello dei giovani (contributivo). Un giovane di oggi, Paolo, nella stessa situazione di un “quindicenne” perde molto di più: ha la sola via d’uscita di andare in pensione a 70 anni e 3 mesi (nel 2013), intascando un assegno calcolato con il sistema contributivo. Premesso che non è colpa dei “quindicenni”, resta vero che Paolo perde di più soprattutto perché deve finanziare (con i suoi contributi) le pensioni di chi non è più a lavoro. (...)

 
06/02/2013 - commento I quindicenni (luisa atzori)

15/19 anni circa di contributi versati interamente entro il 1992. Abbiamo visto persone del pubblico impiego lasciare il lavoro a seguito di pensione.Abbiamo dovuto rispettare le regole attendendo i nostri 60 anni senza niente, un anno fa arrivati alla meta ci vediamo defraudare di una promessa che sapeva già allora di ingiustizia. E lei oggi con questo articolo parla di baby pensioni. Consideraci così non è ne giusto nè corretto: Noi siamo state vittime di un riconoscimento dovuto cancellato da una semplice interpretazione di una circolare INPS : Nessuna legge ha mai cancellato le deroghe “Amato”,Dopo lei scrive tutto ma il primo impatto con il suo articolo è fuorviante, fa capire che noi siamo baby pensionati invece questa è pensione di vecchiaia.

 
06/02/2013 - pensione ai Quindicenni (francesco flore)

Comitato de “I Quindicenni” Per la pensione minima di vecchiaia COMUNICATO STAMPA Apprendiamo, con viva soddisfazione, che finalmente Il Ministro Elsa Fornero ha restituito il diritto che, con una circolare INPS da lei stessa voluta, aveva negato ad oltre 65.000 cittadini italiani a percepire la pensione minima di vecchiaia con 15 anni di contributi. Non si tratta di baby pensionati ma di donne (oltre i 60 anni) e uomini (oltre i 65 anni) che hanno lasciato il lavoro con 15 anni di contributi (da lavoro e/o versati volontariamente all’INPS) per motivi diversi e, generalmente, per assistere la famiglia sicuri di aver maturato una modesta pensione (inferiore ai 450 euro mensili). Dieci mesi fa questo diritto era stato negato (ai cosiddetti Quindicenni): ora, dopo mesi di lotta del nostro Comitato, abbiamo finalmente ottenuto giustizia.

 
06/02/2013 - pensioni dei quindicenni (francesco flore)

Caro Daniele con il suo articolo non ha fatto un bel servizio alla corretta informazione dei suoi lettori e di un quotidiano che da sempre seguo assiduamente e che ammiro per il suo equilibrio e correttezza. Non mi dilungo ma le ricopio il comunicato stampa che ha diffuso Evelina Rossetto coordinatrice del Comitato I Quindicenni la vera protagonista di quella modifica alla quale è stata costretta il ministro dopo aver scientemente scippato quel diritto con la circolare 35 dell'INPS da lei ispirata.

 
06/02/2013 - Ma quali spalle! (Giuseppe Crippa)

Caro Paolo (o Daniele Cirioli che dir si voglia), ti dico innanzi tutto che la definizione di baby pensionati che hai affibbiato ai “quindicenni” è offensiva. Erano baby pensionati coloro che andavano in pensione a 40-45 anni con la prospettiva di incassarla fino agli 80-85… Mia moglie ha pagato contributi dal 1975 al 1990 e riceverà un piccolo assegno pensionistico a partire dal 2015, con la prospettiva di “goderne” per circa 25 anni (glielo auguro di cuore!) Se al posto della pensione ricevesse indietro quanto capitalizzato fino ad oggi (stimo una cifra di circa 125000 Euro) ne potrebbe utilizzare 5000 all’anno per 25 anni: sarebbe come la pensione, anzi probabilmente un po’ meglio. La prossima volta pensaci due volte prima di dire che è sulle tue spalle!

 
06/02/2013 - I Quindicenni baby pensionati (Walter Lombardi)

Definire fortunati baby pensionati coloro che a oltre 62-65 anni percepiranno una minima pensione dopo aver versato contributi per 15 anni e non avere più la possibilità di lavorare (dove lo trova un lavoro una Casalinga di 60 anni fuori del lavoro ormai da anni?) vuol dire capire ben poco del dramma creato dalla riforma Fornero. Per chi lavora, ripeto per chi lavora, l'aumento degli anni contributi è senza dubbio poco piacevole, ma comunque affrontabile, ma chi è senza lavoro e con nulle possibilità di trovare lavoro (chi mai assume un Esodato o la Casalinga di 60 anni?) come può fare? Non rispettare l'accordo di un lavoratore con lo Stato rappresenta la fine dello stato di diritto e di tutte le garanzie democratiche. Le baby pensioni sono quelle percepite già a 45-50 anni da ex lavoratori statali e da politici in pensione dopo una legislatura.