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Lavoro

L’INTERVISTA/ Sacconi: "rottamiamo" il lavoro della Cgil (e della Fornero)

Maurizio Sacconi (InfoPhoto)Maurizio Sacconi (InfoPhoto)

Dobbiamo rafforzare la capacità di accompagnamento di coloro che sono in cerca di lavoro, fornendo un’adeguata informazione attraverso l’Inps come unica infrastruttura nazionale, sollecitando la competizione tra operatori pubblici e privati per quanto riguarda il collocamento e il ricollocamento. Un disoccupato deve avere dei voucher per scegliere liberamente i servizi di ricollocamento e di formazione che ritiene più utili a rientrare nel mercato del lavoro.

 

Qual è la differenza fondamentale tra la legge Biagi e la riforma Fornero?

C’è una differenza facilmente percepibile tra la legge che vigeva fino a pochi mesi fa e quella che vige ora. Questa differenza è data dal crollo dell’occupazione, che certamente è imputabile all’andamento negativo dell’economia, ma che vede nell’irrigidimento dei contratti flessibili una concausa non secondaria. Il mercato del lavoro italiano sta precipitando velocemente.

 

Condivide i contenuti dell’agenda Squinzi sul lavoro?

Li condivido nel momento in cui chiede la stessa cosa che ho proposto per la legge Biagi. Apprezzo inoltre il fatto che Squinzi ipotizzi il collegamento tra salari e produttività attraverso i contratti aziendali.

 

E le proposte di Ichino?

Dacché lo conosco non se ne è mai realizzata una. Le sue proposte sono sempre irrealizzabili, perché cercano conciliazioni contorte che non soddisfano nessuna ipotesi concreta.

 

Che cosa ne pensa invece del Piano del Lavoro presentato da Susanna Camusso?

E’ un grande piano di spesa pubblica, assolutamente incompatibile non solo con i vincoli di finanza pubblica, ma soprattutto con le esigenze di ridurre il peso dello Stato. La Camusso enfatizza la stabilizzazione di massa dei contratti a termine con le pubbliche amministrazioni e nega il bisogno di una maggiore liberazione del lavoro per creare maggiore occupazione.

 

In che cosa consiste questa “liberazione” del lavoro?

Occorrono regolazioni più flessibili, che rendano effettive le tutele dei lavoratori a partire dalla tutela primaria che consiste nella possibilità di accedere al mercato del lavoro. Quello del segretario della Cgil al contrario è un piano novecentesco, come se non fosse successo nulla nel mondo e in particolare in Italia non dovessimo porci un interrogativo: “Come mai i Paesi europei dove i sindacati sono più rappresentativi che altrove, fanno registrare i più bassi salari e i più bassi tassi di occupazione?”.

 

(Pietro Vernizzi)

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