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IL CASO/ La “profezia” di Ichino che lascia il Pd senza lavoro

Pietro Ichino (Infophoto) Pietro Ichino (Infophoto)

Il caso Fiat: quella di Ichino è stata una tra le poche voci fuori dal coro, che ha più volte dato risalto all’innovazione portata sia dai contratti aziendali siglati dall'azienda con parte del Sindacato, sia dal rinnovamento per esempio della fabbrica di Pomigliano, ritenuta in Europa tra le migliori dell’industria automobilistica. Fassina non ha mancato di criticare Marchionne e la Fiat, l’ultima volta in occasione della richiesta di cassa integrazione per la riorganizzazione di Melfi, sulla quale è stato smentito su queste pagine anche dal nuovo collega Giorgio Santini.

Il raccordo pubblico-privato: è chiaro che una delle priorità del nuovo governo, quando lo avremo, sarà di affrontare il ruolo dell’operatore privato e di capire se e come renderlo più protagonista, soprattutto per quel che riguarda il lavoro somministrato e le politiche attive. Questo significa ridimensionare il ruolo del pubblico, che comunque non riesce a risponde alle emergenze del nostro tempo. Ma quello che vorrebbe la Cgil, il suo piano per il lavoro parla chiaro, è creare nuovi posti pubblici; quindi nessun ridimensionamento del pubblico.

Sono sufficienti questi punti per comprendere non solo le tensioni interne al partito, ma anche la linea piuttosto statalista del suo responsabile economico. Intervistato a metà gennaio dal Financial Times e intervenuto sul tema delle esportazioni, Fassina ha detto che di per sé queste non possono aiutare abbastanza l’economia italiana, quindi bisogna rilanciare la domanda interna; a questo scopo, il centrosinistra “cercherà un accordo con i sindacati e le imprese: congelare gli adeguamenti di stipendio in cambio di investimenti. Negli ultimi dieci anni gli investimenti nel settore privato sono stati molto scarsi”.

Sorgono spontanee due domande: ma Fassina sa che abbiamo un cuneo fiscale altissimo che aumenta il costo del lavoro per le imprese, rende difficili le assunzioni e diminuisce la possibilità di consumo per le famiglie? Abbassare il cuneo fiscale non si può? Naturalmente questo significa tagliare i costi della politica e dell’apparato, ecco cosa Fassina e il Pd non vogliono. Bersani continua a chiedere a Grillo cosa vuole fare. Ma Pier Luigi quando deciderà cosa fare da grande?

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