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Lavoro

IDEE/ Una "guida" per far crescere lavoro e imprese

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Per un leader responsabile, l’umiltà fa parte delle virtù decisive, se viene vissuta sia nel rispetto del benessere collettivo e dell’aumento di valore dell’impresa, che ai fini del soddisfacimento dei portatori d’interessi senza soffermarsi su dettagli marginali. Chi guida sforzandosi di dare l’esempio si serve dell’umiltà, poiché sa che da solo non può realizzare le nuove opportunità, né tanto meno trovare una soluzione a tutti i problemi dell’impresa. L’umiltà è anche la capacità di mettere sempre in discussione la propria visione del mondo, le proprie convinzioni, le proprie conoscenze e di verificarle e rivederle qualora siano diventate inadeguate.

Caratteristica della leadership è quella di accettare, superare gli ostacoli e non abbattersi nella delusione, nello scoraggiamento e nella rassegnazione. Qui sta il significato più profondo dell’espressione: essere di esempio. I leader devono vivere in prima persona l’esperienza di imparare a imparare, così da essere d’esempio per i loro collaboratori. A questo proposito, non conta solo ciò che è dimostrabile e immediatamente visibile, ma anche ciò che casualmente, inconsapevolmente e indipendentemente dalla diretta volontà può arrivare a influenzare gli altri. Per fungere da modello, c’è quindi un solo modo: instaurare una “relazione di fiducia”, personale e trasparente con i collaboratori e partner dell’impresa.

Ogni individuo ha i suoi limiti: nessuno può credere di esser il solo in grado di scoprire tutte le nuove opportunità per risolvere ogni problema. Se invece si è disposti a guardare alla realtà, errori inclusi, come a una continua occasione di apprendimento, si riusciranno a superare i propri limiti attuali, e quindi, anche gli errori e le delusioni potranno aprire nuovi orizzonti. In questo ambito diventa fondamentale la capacità di ascolto del leader, che può permettere di entrare in empatia con il collaboratore. Oltre a questo, il leader deve essere orientato al cambiamento e deve imparare a gestire le situazioni difficili e i diversi problemi, come sfide e opportunità di crescita.

Secondo lo psicologo C. Rogers, “l’unico uomo che possa dirsi educato è colui che ha imparato ad adattarsi e a mutare; che sa che nessuna differenza costituisce una base di certezza. La disponibilità al mutamento, la fiducia nel processo piuttosto che nella conoscenza statica, costituisce l’unica meta sensata dell’educazione del mondo moderno”.

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