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RIFORMA LAVORO/ Articolo 18 e contratti per mandare “in pensione” la Fornero

Il Ministro del lavoro Elsa Fornero (Infophoto) Il Ministro del lavoro Elsa Fornero (Infophoto)

La riforma Fornero, insomma, andava fatta in un periodo di crescita economica, mentre, se fatta in un momento di recessione, finisce per produrre gli effetti che oggi tutti denunciano. Se lo snodo del lavoro è una cruna dell’ago della qualità di una proposta politica, davvero incisiva, vediamo allora le proposte emerse in campagna elettorale.

Per il centrosinistra troviamo da un lato Vendola che è tra i firmatari, assieme ai partiti che hanno appoggiato lo sconfitto Ingroia, del referendum sull'articolo 18, e dall'altra la contrarietà di Bersani. L'unica novità di rilievo è l'idea di abbassare il costo dei contributi dei contratti dei precari. Per il centrodestra ricordiamo tutti Alfano, con la proposta di abrogazione in toto della legge Fornero e il ritorno alla legge Biagi.

La coalizione guidata da Monti ha ripreso la flex-security di Ichino: la riforma Fornero sarebbe mantenuta per i contratti in vigore, ma, per le nuove assunzioni, sarebbe previsto un nuovo contratto di lavoro, un unico contratto a tempo indeterminato per la stragrande maggioranza delle tipologie di lavoro a tutele crescenti e un parallelo abbassamento dei costi di licenziamento, accompagnato a politiche attive di reinserimento. Ma il fallimento elettorale del professore rende queste idee nei fatti poco rilevanti. Stranamente, nel programma del movimento di Beppe Grillo non si parla della riforma del lavoro. Troviamo solo due cenni veloci, all'interno del capitolo dedicato all'economia: l'abolizione della legge Biagi e un sussidio di disoccupazione garantito. Senza dire il come.

A questo punto, visto come sono andate le elezioni, siamo tutti in attesa di capire cosa succederà, tra l'ipotesi "governissimo", un governo monocolore che naviga a vista, un nuovo esecutivo tecnico e un veloce ritorno alle urne. Alla politica, cioè, spetta ora il compito della sintesi, di una mediazione che si faccia capace di rispondere alle mille domande drammatiche che ritroviamo nel tessuto socio-economico.

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