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Contrattazione decentrata, ora serve lo scatto di sindacati e imprese

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Per meglio comprendere la ragione per cui questo accade, dobbiamo considerare che la rappresentanza sindacale dei lavoratori somministrati è gestita da organizzazioni specifiche. Di per sé questo è certamente un bene, ma il fatto che esse siano alternative alle organizzazioni di categoria fa sì che, a livello di governance, queste ultime non prendano quasi mai in considerazione lo sviluppo lavorativo dei somministrati che operano nelle loro categorie professionali, proprio perché tendono a percepirli come appartenenti a un sindacato concorrente.  Questa è la ragione per cui, ahimè, tutto ciò che riguarda la somministrazione deve sempre, necessariamente, essere deciso per legge; in caso contrario, il trattarlo, successivamente, a livello di contrattazione aziendale, diventa estremamente difficile.

Per superare questo impasse torniamo allora a riproporre quanto suggerito già nell’autunno dello scorso anno, quando abbiamo invitato le forze sindacali a considerare una revisione di funzionamento in grado di portare, ad esempio, alla realizzazione di un’organizzazione a matrice, grazie alla quale i lavoratori somministrati da un lato facciano parte della specifica categoria della somministrazione, dall’altra appartengano, come tutti i lavoratori, ai sindacati di categoria in ragione del contenuto della loro missione.

La domanda, in questo clima di incertezza e confusione politica, sorge spontanea: il prossimo Governo sarà in grado di interessarsi a questa tematica di assoluto rilievo per migliaia di lavoratori e di condurre le forze sindacali a prendere in seria considerazione questa, importante, revisione strategica delle relazioni industriali?

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